Maxi incendio a Beinasco, il rogo nella ditta di trasporti e le evacuazioni nel Torinese

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Domenica mattina, 19 aprile, una densa colonna di fumo nero, visibile a diversi chilometri di distanza, ha cominciato a ergersi sopra la zona industriale di Beinasco, nell’hinterland torinese. Il rogo, divampato all’interno di un capannone della Speed Trasporti Logistic Solution (in alcuni resoconti citata anche come Speed Servive) con sede in via Frejus 1, ha richiesto l’intervento immediato di sette squadre del comando provinciale dei vigili del fuoco di Torino, supportate dall’elicottero Drago per un coordinamento più efficace delle operazioni dall’alto.

Le fiamme, le cui cause rimangono al momento sconosciute, si sono sviluppate con particolare violenza all’interno dell’edificio adibito al trasporto merci; e proprio la natura dei materiali immagazzinati – verosimilmente infiammabili – ha alimentato una nube tossica che si è rapidamente espansa nel cielo sopra il centro cittadino. I vigili del fuoco, oltre a concentrarsi sul contenimento dell’incendio per impedirne la propagazione alle strutture vicine, stanno verificando l’eventuale presenza di persone coinvolte, un aspetto, quest’ultimo, sul quale non sono ancora emerse conferme ufficiali.

L’evacuazione precauzionale e le ordinanze del sindaco

Parallelamente alle manovre di spegnimento, è stata disposta l’evacuazione – a scopo esclusivamente precauzionale – di alcuni edifici residenziali che si trovano nelle immediate vicinanze del capannone in fiamme. Il provvedimento, attuato con la collaborazione dei carabinieri della stazione locale, riguarda un numero circoscritto di abitazioni; i residenti sono stati allontanati per evitare l’esposizione diretta ai fumi potenzialmente nocivi. Il sindaco di Beinasco ha inoltre raccomandato alla popolazione di non aprire le finestre, un’indicazione che mira a limitare l’inalazione di particolato sospeso nell’aria.

L’intervento dei soccorsi e le verifiche in corso

Sul posto, oltre ai vigili del fuoco e ai carabinieri, sono confluiti mezzi di soccorso aggiuntivi, sebbene non si abbiano notizie di feriti trasportati in ospedale. Le operazioni di bonifica, va detto, risultano complesse a causa della persistenza di focolai interni e della struttura stessa dell’edificio, che rende difficoltoso l’accesso ai punti più caldi. L’elicottero Drago, sorvolando la zona, fornisce una ricognizione aerea costante, utile per orientare le squadre a terra verso le aree dove l’incendio minaccia di riaccendersi. Nessuna informazione, per il momento, è stata diffusa riguardo a eventuali responsabilità penali o a negligenze nella sicurezza dell’impianto.

Un rogo che richiama l’attenzione sulla sicurezza industriale

L’accaduto, per l’imponenza della colonna di fumo e per la conseguente evacuazione di civili, ripropone il tema della gestione delle emergenze all’interno di aree ad alta densità produttiva e residenziale, sebbene le autorità non abbiano rilasciato dichiarazioni in merito a precedenti ispezioni o irregolarità nella ditta coinvolta. Le fiamme, alimentate forse da materiali stoccati senza particolari cautele, hanno richiesto un dispiegamento di mezzi non comune per la provincia di Torino. Mentre i pompieri proseguono nel loro lavoro, la colonna di fumo ha cominciato gradualmente a diradarsi, senza però che i tecnici potessero ancora dichiarare l’incendio completamente estinto. Gli accertamenti giudiziari, affidati ai carabinieri, prenderanno il via non appena l’area sarà messa in sicurezza e saranno possibili i primi sopralluoghi approfonditi all’interno del capannone devastato.

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