Trovato morto in casa a Cavazzale, fermato il coinquilino 27enne per omicidio preterintenzionale
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Redazione Interno
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L’allarme è scattato poco prima delle undici di mattina, quando una pattuglia dei carabinieri – fermata in mezzo alla strada da un ragazzo che zoppicava visibilmente – è stata condotta davanti a una vecchia casa operaia di via Antonio Fogazzaro, nella frazione di Cavazzale. Quel giovane, un ventisettenne originario dell’Est Europa, indicava l’ingresso con un gesto concitato; e dentro, al primo piano, i militari hanno trovato il Corpo senza vita di Tiziano Segato, sessantaquattrenne divorziato e padre di due figlie, disteso in un lago di sangue. Il giorno successivo al ritrovamento, il coinquilino – che da qualche mese condivideva l’appartamento con la vittima – è stato sottoposto a fermo con l’accusa di omicidio preterintenzionale, ipotesi che gli inquirenti stanno vagliando dopo ore di interrogatorio serrato.
La lite notturna e la svolta delle indagini
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il decesso sarebbe avvenuto probabilmente al culmine di una violenta discussione. I vicini di casa hanno riferito di aver udito urla e rumori di oggetti caduti nel corso della notte, senza però immaginare l’epilogo tragico che sarebbe emerso solo diverse ore più tardi. La dinamica ancora non è del tutto chiara, ma il fermo per omicidio preterintenzionale indica che gli inquirenti ritengono l’atto non voluto come omicidio doloso: il 27enne avrebbe cioè cagionato la morte del sessantaquattrenne senza averne l’intenzione diretta, magari nel corso di una colluttazione degenerata in modo imprevedibile. Di certo c’è che il senza vita di Segato giaceva in una pozza di sangue quando è stato scoperto, e che il giovane straniero – dopo aver fermato la pattuglia – è stato sottoposto a un lungo interrogatorio dagli inquirenti.
Il fratello della vittima: «Era un buono, ma ingenuo»
Tullio Segato, fratello di Tiziano e lui stesso ex collega delle forze dell’ordine, si è presentato in questura per essere ascoltato. «Sono molto addolorato – ha dichiarato –, gli avevo scritto proprio stamattina per fargli gli auguri di compleanno, perché il due aprile compiva sessantaquattro anni, ma non ho ricevuto risposta». Parlando della vittima, lo descrive come una persona generosa fino all’ingenuità: «Mio fratello aiutava tutti, anche mettendosi in difficoltà. Era un buono». Un ritratto che lascia intendere una certa fiducia riposta nel coinquilino, un ragazzo dell’Est con cui Segato condivideva le spese e la quotidianità in quella vecchia palazzina, costruita ai tempi dall’imprenditore visionario a capo dell’antico canapificio del paese.
Gli sviluppi giudiziari e il contesto dell’omicidio
L’abitazione di via Fogazzaro, una struttura antica e periferica, è stata posta sotto sequestro per consentire i rilievi tecnici della polizia scientifica. Il ventisettenne fermato – di cui non sono state rese note le generalità – è trattenuto in una camera di sicurezza in attesa della convalida del fermo da parte dell’autorità giudiziaria. La procura di Vicenza coordina le indagini, orientate ormai con certezza verso la pista del decesso violento, escludendo altre ipotesi come il malore o l’incidente domestico. Quello che emerge, dalle testimonianze raccolte tra i residenti di Cavazzale, è il clima di una lite furiosa e prolungata: urla spezzate da silenzi, poi il tonfo di un e infine il silenzio più totale. Solo la mattina dopo, con il giovane che si trascinava per strada fermando i carabinieri, è arrivata la scoperta del cadavere di Tiziano Segato, un uomo che – secondo chi lo conosceva – avrebbe aperto la porta di casa a chiunque avesse bisogno.




