Il giallo di Monticello Conte Otto: trovato morto in casa Tiziano Segato, fermato il coinquilino 27enne
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Redazione Interno
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Quando la telefonata al bar è solo l’attimo di quiete prima della tempesta, e lo sguardo fisso nel vuoto di un ragazzo diventa il prologo di un omicidio, la cronaca di provincia si tinge di tonalità cupe. A Cavazzale, frazione di Monticello Conte Otto nel Vicentino, il 64enne Tiziano Segato – padre di tre figli, ex camionista e saltuariamente muratore – è stato trovato senza vita nella propria abitazione di via Fogazzaro. A dare l’allarme, dopo ore di interrogatorio culminate con un provvedimento restrittivo, è stato proprio il suo coinquilino, un 27enne che inizialmente si era presentato come testimone e che ora si trova accusato di omicidio preterintenzionale.
La lite e il colpo fatale, la svolta nell’interrogatorio
Secondo una prima ricostruzione – che gli inquirenti stanno ancora vagliando con cautela – l’anziano sarebbe stato ucciso al termine di una violenta lite, scoppiata forse per motivi economici, un movente che riaffiora spesso in convivenze difficili. Il giovane, Victor Tamasciuc (28 anni secondo alcune fonti, fermo restando che l’età anagrafica oscilla tra i 27 e i 28 anni), ha inizialmente lanciato l’allarme, salvo poi finire al centro delle indagini. Dopo un lungo interrogatorio condotto nella caserma dei carabinieri, è scattato il fermo con l’accusa di omicidio preterintenzionale: ciò significa che l’ipotesi al momento non è quella di un assassinio voluto, bensì di un’azione fisica che ha prodotto conseguenze più gravi del previsto, come un pugno o un oggetto usato durante l’alterco. Il ragazzo è stato tradotto nel carcere di Vicenza, mentre sul di Segato si attende l’esito dell’autopsia per stabilire con precisione la causa della morte.
La sosta al bar e quella telefonata in strada
I minuti che hanno preceduto la scoperta del cadavere li ha raccontati, suo malgrado, il barista del locale frequentato abitualmente dal 27enne. «Poco dopo le 10 – ha riferito l’uomo – Victor è entrato per ordinare una birra, come faceva ogni giorno, ma il suo sguardo era perso nel vuoto più di quanto non lo fosse normalmente». Una frase incidentale che pesa come un macigno, perché descrive uno stato di alterazione successivo alla lite mortale. Il ragazzo, rimasto in silenzio, ha compulsato a lungo il telefono, ha finito di bere ed è uscito in strada alle 10.15. Lì, seduto sul marciapiede, ha effettuato una telefonata – probabilmente quella alle autorità – e poi si è allontanato verso l’abitazione di via Fogazzaro, dove più tardi i soccorsi avrebbero trovato il di Tiziano Segato in un lago di sangue, ucciso a botte.
Un delitto tra coinquilini e il mistero del movente
Quel che rende il caso ancora più fosco è il legame di fiducia tradito: la vittima ospitava il giovane nella propria casa, un rapporto di convivenza che si è spezzato in pochi istanti di violenza. La dinamica resta in parte avvolta nel mistero, sebbene la pista della lite per denaro venga descritta come la più accreditata. Gli investigatori stanno ora esaminando i tabulati telefonici, i rilievi scientifici sulla scena del crimine e i precedenti – se ve ne sono – tra i due. Non ci sono, al momento, altri indagati. Il 27enne, che aveva lanciato l’allarme tentando forse di simulare la scoperta casuale del cadavere, è crollato durante gli interrogatori, fornendo una versione che ha convinto il pubblico ministero a emettere il fermo per omicidio preterintenzionale. Nel piccolo centro di Monticello Conte Otto, dove notizie simili faticano a trovare una spiegazione razionale, resta l’eco di una morte assurda: quella di un uomo di 64 anni, colpito forse per pochi spiccioli, al termine di una lite degenerata in tragedia.




