Monticello Conte Otto, il giorno del compleanno trasformato in tragedia: fermato il coinquilino per omicidio preterintenzionale

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il sessantaquattrenne Tiziano Segato, che proprio nella giornata di ieri, il 2 aprile 2026, avrebbe dovuto festeggiare il suo compleanno, è stato invece trovato senza vita in una pozza di sangue all’interno della sua abitazione situata al piano terra di una palazzina in via Fogazzaro, a Cavazzale, frazione del comune di Monticello Conte Otto, in provincia di Vicenza. A dare l’allarme, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, sarebbe stato lo stesso coinquilino della vittima, un ventottenne di origini rumene, Victor Tamasciuc, che poi è stato fermato dalla Squadra Mobile della Questura di Vicenza con l’accusa di omicidio preterintenzionale. Il Corpo dell’uomo, riverso a terra prono, lasciava pochi dubbi sulla natura violenta del decesso, tanto che gli agenti intervenuti – dopo la segnalazione di un decesso sospetto – hanno immediatamente avviato le indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Vicenza.

La lite degenerata e il fermo del giovane rumeno

Secondo le informazioni pubblicate sul sito della Polizia di Stato, l’episodio sarebbe riconducibile a una violenta lite scoppiata tra i due coinquilini, un litigio la cui natura non è stata ancora interamente chiarita ma che avrebbe avuto conseguenze letali per il sessantaquattrenne. Il ventottenne Victor Tamasciuc, che risulta residente in provincia di Latina pur essendo di origini romene, ha trascorso la sua prima notte in carcere dopo che gli investigatori della Squadra Mobile hanno ritenuto sussistenti gravi indizi di colpevolezza a suo carico. L’ipotesi di reato contestata, quella di omicidio preterintenzionale, presuppone che il giovane abbia agito con l’intenzione di provocare una lesione personale – magari nel corso di un acceso alterco – senza però volerne causare la morte, che è comunque sopraggiunta come conseguenza non voluta ma direttamente derivante dai colpi inferti.

Il sopralluogo degli investigatori e le indagini in corso

Sul posto, gli agenti della Squadra Mobile hanno effettuato un minuzioso sopralluogo tecnico, rilevando tracce ematiche e cercando di ricostruire la dinamica esatta dei fatti. Il fatto che il fosse riverso a faccia in giù in una pozza di sangue ha subito indirizzato le indagini verso l’ipotesi di un omicidio, scartando quella di un incidente domestico o di un malore. Il pubblico ministero di turno ha disposto il fermo del ventottenne – che al momento rimane l’unico indagato per il delitto – mentre si attendono gli esiti dell’autopsia sul corpo di Tiziano Segato, esame che potrà fornire indicazioni più precise sul numero e sulla natura dei colpi che gli sono stati inferti. I carabinieri, pur non essendo stati citati come primi intervenuti, hanno collaborato con la polizia nelle fasi iniziali di accertamento.

La convivenza e il lavoro comune tra vittima e indagato

Un dettaglio che emerge dagli aggiornamenti delle ultime ore riguarda il rapporto tra i due uomini: non solo condividevano lo stesso tetto in via Fogazzaro, ma pare avessero anche un legame lavorativo, tanto che alcune fonti investigative riferiscono che i due lavorassero insieme. Questa vicinanza quotidiana – fatta di spazi comuni, orari e probabilmente anche di tensioni accumulate nel tempo – potrebbe aver contribuito a creare il clima di conflitto nel quale è maturata la lite fatale. Il giovane rumeno, dopo aver lanciato l’allarme, è stato sottoposto a fermo, e ora dovrà rispondere davanti al giudice per le indagini preliminari dell’accusa di omicidio preterintenzionale, una figura giuridica che spesso viene contestata in quei casi in cui l’intenzione omicida non è dimostrabile ma la violenza usata supera chiaramente i limiti di una normale reazione.

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