Fitch e le sfide della doppia offerta Mps: esecuzione complessa e nodi autorizzativi

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo
ECONOMIA Preferisci Informazione.News su Google

Redazione Economia Redazione Economia   -   Il risiko bancario italiano continua a tenere banco e, dopo il giudizio di Moody's, è ora la volta di Fitch nel mettere in guardia sui rischi connessi alla duplice offensiva lanciata da Monte dei Paschi di Siena su Banco Bpm e Banca Generali.

L'agenzia di rating statunitense, come riportato da MF, parla espressamente di "significative sfide sul fronte dell'esecuzione", sottolineando come la complessità dell'operazione rappresenti un ostacolo di non poco conto, soprattutto se si considera che l'istituto senese deve ancora completare l'integrazione di Mediobanca, un'acquisizione portata a termine solo di recente, prima di potersi destreggiare in altre due acquisizioni di pari rilievo.

Il peso delle autorizzazioni e il nodo della governance

Tra i molteplici fattori di rischio evidenziati dagli analisti di Fitch, spicca il percorso autorizzativo dell'operazione, che si preannuncia lungo e irto di incertezze. Il via libera dovrà passare infatti attraverso il vaglio dell'assemblea straordinaria di Mps, convocata per il 29 ottobre, dove per ottenere il via libera sarà necessaria la maggioranza qualificata dei due terzi dei votanti. Un'assemblea che, considerando la complessa compagine azionaria della banca, non si preannuncia affatto una formalità.

A questo si aggiunge la necessità di ottenere il consenso degli azionisti delle società target, a cominciare da Crédit Agricole, primo socio di Banco Bpm con una quota del 29,3%, la cui posizione appare determinante per il buon esito dell'offerta. Fitch segnala inoltre una governance non pienamente coesa all'interno di Mps, un elemento che, secondo l'agenzia, potrebbe complicare ulteriormente la gestione di un processo di integrazione già di per sé articolato.

L'impatto patrimoniale e le sinergie attese

Sul fronte patrimoniale, l'agenzia di rating pone l'accento su un altro aspetto da monitorare con attenzione: la dotazione patrimoniale dell'istituto. Mps prevede che il CET1 ratio possa scendere rispetto al 16,3% registrato a fine giugno, sebbene dovrebbe mantenersi al di sopra della soglia del 13% nell'arco del periodo 2026-2030. Secondo Fitch, tuttavia, un eventuale scivolamento sotto questo livello, qualora non fossero chiare le prospettive di recupero nel breve periodo, potrebbe esercitare una pressione notevole sul profilo creditizio della banca.

Non mancano, d'altro canto, elementi che depongono a favore dell'operazione. L'agenzia riconosce, in linea con quanto già indicato da Moody's, una solida logica industriale alla base del progetto. La creazione del nuovo polo bancario, che diventerebbe il secondo gruppo italiano per attività finanziarie complessive con 810 miliardi di euro, offrirebbe una maggiore diversificazione dei ricavi, mettendo insieme il business commerciale di Mps, il posizionamento di Banco Bpm nel segmento delle piccole e medie imprese e le competenze di Banca Generali nel wealth management.

Un'operazione complessa con un orizzonte di lungo periodo

Mps stima benefici annuali per 1,8 miliardi di euro entro il 2029 derivanti dalle due nuove acquisizioni, a cui si sommerebbero gli 800 milioni di euro di sinergie previste dalla fusione con Mediobanca. Un potenziale complessivo che, secondo Fitch, rafforza la razionalità strategica di fondo del progetto, sebbene la presenza di rischi esecutivi nel breve-medio termine rimanga un fattore da non sottovalutare.

Nel frattempo, le contromosse si susseguono: il consiglio di amministrazione di Mps, riunitosi il 20 agosto, ha dato il via libera alla doppia offerta di scambio, con il sostegno di nove consiglieri su tredici e l'astensione dei quattro di minoranza. La banca senese si appresta così a giocare una partita decisiva per il proprio futuro e per gli equilibri dell'intero settore bancario italiano, con l'obiettivo di creare un campione nazionale di rilevanza europea, forte di una rete di oltre 2.600 sportelli e di una capitalizzazione di mercato pro forma di circa 80 miliardi di euro.

Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.