Mediobanca respinge l'offerta di Mps

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il Consiglio di Amministrazione di Mediobanca, riunitosi martedì 28 gennaio, ha deciso di respingere l'offerta pubblica di scambio lanciata lo scorso venerdì da Monte dei Paschi di Siena. L'offerta, definita non concordata e fortemente distruttiva di valore, è stata bocciata all'unanimità, con l'eccezione dell'astensione di Delfin, la holding degli eredi Del Vecchio, principale azionista con il 19,8% di Mediobanca, e del Gruppo Caltagirone, che possiede il 7,76%.

Secondo il comunicato diffuso al termine della riunione, l'offerta di Mps non avrebbe valenza industriale e porterebbe a un forte indebolimento del modello di business di Mediobanca, focalizzato su segmenti di attività specializzate e redditizie quali il Wealth Management e l'Investment Banking. Il Consiglio di Amministrazione ha argomentato punto per punto, senza sconti, le ragioni del rifiuto, sottolineando come l'offerta non sia in linea con la visione e la traiettoria dell'istituto, che ha distribuito ai soci 3,7 miliardi di euro in tre anni.

Il credito al consumo, nel frattempo, ha chiuso il 2024 in crescita del 5,8%, superando la soglia dei 90 miliardi di euro, secondo dati di mercato raccolti da ItaliaOggi. Tuttavia, eventi come il Black Friday e il Cyber Monday, così come le festività natalizie, non sembrano aver generato picchi significativi di ricorso a prestiti personalizzati, cessione del quinto dello stipendio o acquisti rateizzati tramite le insegne retail. Il comparto, infatti, aveva registrato una crescita del 7,2% al termine dei primi nove mesi dell'anno scorso.

L'offerta a sorpresa di Mps per Mediobanca, presentata venerdì 24 gennaio, ha ottenuto il sostegno del governo, ma finora non ha convinto gli investitori e gli analisti. L'operazione rappresenta l'ultimo atto dell'ondata di consolidamento che sta investendo il settore bancario italiano, già affollato e competitivo.

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