Mps e Mediobanca, una fusione controversa

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Redazione Economia Redazione Economia   -   RomaMarco Osnato, responsabile economico di Fratelli d’Italia, ha recentemente espresso la sua opinione riguardo alla proposta di Forza Italia di concludere la privatizzazione del Monte dei Paschi di Siena (Mps) ora che ha lanciato la scalata a Mediobanca. Osnato ha sottolineato che non è conveniente cedere Siena in questo momento, suggerendo che la fusione potrebbe essere utile a tutti. La proposta di Forza Italia, infatti, è stata respinta con l'argomentazione che le cose si fanno quando conviene, non per gestire la partita per il controllo di Piazzetta Cuccia, ma per altre ragioni.

L'assetto proprietario del sistema bancario italiano potrebbe subire rilevanti trasformazioni a seguito delle recenti offerte pubbliche di scambio da parte di Unicredit e Mps. La prima tenta di acquisire Banco Bpm e Commerzbank, mentre la seconda ha come obiettivo Mediobanca. Questo processo di consolidamento del mercato è auspicabile, vista la dimensione ridotta degli istituti di credito italiani. L'intermediazione e la gestione del risparmio richiedono innovazioni tecnologiche e risparmi di costo, possibili solo operando su larga scala.

Martedì prossimo, l'ops di Mps su Mediobanca sarà all'esame del consiglio di amministrazione di Piazzetta Cuccia. Il ceo di Mediobanca, Alberto Nagel, e il direttore generale, Francesco Saverio Vinci, hanno comunicato ai dipendenti che l'offerta non è stata concordata e che il CdA si riunirà nei prossimi giorni per esaminarla e tutelare gli interessi di tutti gli stakeholder, in particolare dei dipendenti. L'offerta di Mps agli azionisti di Mediobanca, che prevede lo scambio di 10 azioni Mediobanca per 23 azioni Mps, è considerata ostile, poiché non concordata con Mediobanca.

In caso di operazioni ostili, la Banca centrale europea e la Consob devono approvarle, richiedendo che, se lo scambio verrà accettato, i nuovi azionisti controllino almeno il 51% di Mediobanca, permettendo loro di convocare un'assemblea e cambiare il consiglio di amministrazione.

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