Come funziona "Footuro", il progetto che ha fatto infuriare la Svizzera per Romano

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Redazione Salute Redazione Salute   -   Sussurrano da Winterthur, nel Canton Zurigo, lì dov’è nato Alessandro Romano, che se uno scout internazionale fosse passato da lì un pugno d’anni fa e l’avesse osservato dal buco della serratura, l’avrebbe depennato senza pensarci. Il centrocampista del Cagliari, classe 2006, ha scelto l’Italia e la federazione elvetica adesso può presentargli un conto salato. La vicenda, raccontata dalla Gazzetta dello Sport, getta luce su un meccanismo poco noto al grande pubblico: il piano con cui la Svizzera prova a trattenere i talenti che crescono sul proprio territorio.

Il piano quinquennale della federazione elvetica

Il progetto si chiama "Footuro", crasi intuibile tra "football" e "futuro", e fu creato nel 2004 in vista dell’Europeo del 2008 giocato tra Austria e Svizzera. Il funzionamento è presto detto: la federazione seleziona i migliori prospetti di ogni annata, circa quattro o cinque giocatori per generazione, e li segue per cinque anni con l’obiettivo dichiarato di portarli nella nazionale maggiore. L’investimento stimato è di circa venticinquemila franchi all’anno per giocatore, tra mental coach, nutrizionisti, personal trainer qualificati e relazioni settimanali.

Due volte l’anno i ragazzi devono presentarsi a Magglingen, la Coverciano svizzera, per test individuali obbligatori. Non si tratta di un contratto vincolante, perché la nazionale può sempre essere cambiata, ma chi entra nel programma firma un accordo che prevede una compensazione economica in caso di "tradimento".

Il caso Romano e la richiesta di risarcimento

Romano, figlio di genitori italiani, è entrato in "Footuro" a sedici anni, quando militava nel Winterthur. Tecnica e visione di gioco lo distinguevano, anche se i parametri fisici non erano eccezionali. Ha vestito tutte le maglie delle selezioni giovanili elvetiche fino all’Under 20, collezionando trentaquattro presenze, ma non ha mai giocato con l’Under 21. Poi è arrivata la chiamata dell’Italia, favorita anche dalla segnalazione di Claudio Ranieri, oggi direttore tecnico azzurro, che lo aveva lanciato alla Roma.

La federazione svizzera, secondo quanto riportato, valuta ora un risarcimento di circa centomila franchi, equivalente alla stessa cifra in euro, per recuperare l’investimento fatto negli anni. La Figc, che adesso può utilizzarlo in nazionale, non sarebbe coinvolta nel pagamento: la somma, in teoria, sarebbe interamente a carico del giocatore.

Da Winterthur a Cagliari, passando per Roma e Spezia

La carriera di Romano è stata un saliscendi rapido. Dopo l’esperienza nelle giovanili del Winterthur, la Roma lo ha prelevato nel 2022 per un premio di valorizzazione di settantamila euro, un’intuizione di Vincenzo Vergine, allora responsabile del settore giovanile giallorosso. A Trigoria ha completato la trafila, dall’Under 17 alla Primavera, con undici gol e cinque assist in sessantatré partite. Gasperini gli ha concesso due comparsate in Serie A, sei minuti in tutto, prima di mandarlo in prestito allo Spezia in Serie B.

L’estate scorsa il passaggio al Cagliari con un prestito che prevede un diritto di riscatto fissato a 4,9 milioni di euro, cifra che può diventare obbligo in caso di salvezza. Il valore del cartellino, secondo le stime riportate, si aggira oggi intorno ai venti milioni, con Inter, Milan e Juventus che hanno iniziato a monitorarlo con attenzione.

L’esordio azzurro e le ombre di una scelta affrettata

La prima partita del nuovo ciclo di Mancini, contro il Belgio allo stadio Olimpico, è finita con una sconfitta per 0-2. Romano è stato schierato titolare, sovrastato atleticamente dal trentacinquenne De Bruyne, e un suo pallone perso ha dato origine alla ripartenza che ha portato al vantaggio belga. La Gazzetta dello Sport si è chiesta se fosse il caso di affidargli le chiavi del centrocampo in una partita così delicata, con soli cinque gettoni di Serie A alle spalle, sul campo della squadra che lo aveva portato in Italia.

Il paragone con Pafundi, l’altro classe 2006 lanciato da Mancini e ora in cerca di strada in Serie B a Catanzaro, è servito a ricordare che certe aperture di credito plateali possono fare più male che bene. Romano, dal canto suo, ha spiegato la scelta azzurra come una questione di cuore: «Non è stata una scelta contro la Svizzera, ma a favore dell’Italia, perché alla fine l’ho sentito dentro».

Un precedente e le regole del programma

Romano non è il primo caso di questo genere. Albijan Hajdari, dopo sette anni nelle selezioni giovanili svizzere e dopo essere stato parte di "Footuro", ha scelto la nazionale del Kosovo, e la federazione elvetica ha confermato che anche per lui è prevista una compensazione. Il progetto, del resto, è nato proprio per arginare un fenomeno storico: la Svizzera è da decenni una fucina di talenti che poi scelgono altre nazionali, da Rakitic a Kuzmanovic, da Petrić a Xhaka, da Bajrami a Djimsiti.

Nel documento ufficiale che descrive "Footuro", la federazione elvetica spiega che il programma riguarda tutti i giocatori con il potenziale per entrare nella nazionale A e che l’ammissione dipende dal mantenimento di prestazioni di alto livello nel club e nelle selezioni giovanili. La permanenza, si legge, dipende dai risultati e dal raggiungimento degli obiettivi fissati in comune.

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