Beyond Good and Evil 2, il lungo sviluppo prosegue nonostante i tagli di Ubisoft

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   Annunciato in un lontano 2008 e poi mostrato, dopo un silenzio decennale, nel 2018, Beyond Good and Evil 2 si è trasformato, per molti, in una sorta di leggenda metropolitana del mondo videoludico, un progetto più evocato che tangibile. La recente e tumultuosa riorganizzazione interna di Ubisoft, che ha portato alla soppressione di vari titoli in sviluppo, aveva sollevato interrogativi pressanti sul destino anche di questo capitolo, atteso da una schiera di appassionati ormai rassegnati a lunghe attese. La compagnia, che ha riunito le sue proprietà intellettuali in cinque distinti hub creativi, ha incluso il gioco tra quelle IP, un dettaglio che di per sé ne suggeriva la sopravvivenza. Ora, fonti vicine alla questione confermano che lo sviluppo, sebbene travagliato e costellato di riprogettazioni, non si è arrestato.

Una produzione costosa e segreta

Le informazioni che trapelano, e che è necessario maneggiare con la dovuta cautela, dipingono un quadro di uno sforzo produttivo titanico e forse senza precedenti nella storia della software house francese. Secondo quanto riportato da Insider Gaming, il Titolo – la cui lavorazione in forma seria sarebbe partita nel 2017 – avrebbe già assorbito un investimento superiore alla soglia dei cinquecento milioni di dollari, una cifra che spiega, almeno in parte, la riluttanza dell’azienda ad abbandonare completamente il progetto. Tale impegno economico, del resto, si è scontrato con cicliche revisioni creative e tecniche, le quali hanno dilatato i tempi in maniera considerevole, lasciando il pubblico in un limbo informativo pressoché totale. La tempesta perfetta scatenata dalla cancellazione del remake di Prince of Persia: Le Sabbie del Tempo e di altri cinque progetti non ha, apparentemente, intaccato questo specifico lavoro, il quale pare aver superato indenne la fase di tagli.

Il silenzio ufficiale e le voci dal mondo dello sviluppo

L’assenza di comunicazioni ufficiali dirette da parte di Ubisoft, che da anni evita di fornire aggiornamenti concreti sullo stato dei lavori, ha inevitabilmente alimentato un ecosistema di voci e indiscrezioni. Quel che sembra emergere, al di là del rumore di fondo, è una convinzione: il gioco sarebbe ancora “vivo e vegeto”, per usare le parole delle fonti. Si tratta di una notizia che, sebbene non accompagnata da dettagli operativi o da una finestra di rilascio anche solo ipotetica, basta a tenere accesa una flebile speranza. La decisione di preservarlo, considerando l’entità degli investimenti e il potenziale di un’opera che gode di uno status quasi mitico, appare come una mossa dettata sia da calcolo economico che dalla volontà di non deludere, ancora una volta, le aspettative di un pubblico che ha dimostrato una pazienza fuori dal comune.

Un futuro ancora tutto da scrivere

La vicenda di Beyond Good and Evil 2 si colloca in un panorama industriale dove i progetti ambiziosi e su larga scala devono spesso affrontare prove durissime, riassestamenti strategici e, talvolta, l’oblio. Il fatto che esso abbia resistito a una riorganizzazione aziendale di tale portata – una riorganizzazione che ha rimodellato la stessa struttura operativa di Ubisoft – non è un elemento di poco conto. Indica una persistente fiducia, o forse un impegno contrattuale e finanziario ormai indissolubile, nei confronti di un’idea che continua a sfuggire a una definizione precisa. La sua traiettoria futura, naturalmente, rimane avvolta nel mistero, ma per ora il suo nome non compare nell’elenco, purtroppo nutrito, delle opere sacrificate sull’altare dell’efficienza e del nuovo corso.

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