Addio a Elena Pero, la voce del tennis italiano si spegne a 60 anni

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Elena Pero, storica telecronista di Sky Sport e per oltre vent’anni punto di riferimento per il racconto del tennis in televisione, è morta a 60 anni dopo una lunga malattia. L’annuncio è arrivato dalla stessa emittente, che l’ha ricordata con un omaggio affidato al direttore Federico Ferri: «Non ha saltato una telecronaca, neppure durante la malattia. L’ultima volta che l’abbiamo ascoltata, noi come voi da casa, è stata a Wimbledon, dove ha celebrato la seconda vittoria consecutiva di Jannik Sinner, come aveva fatto per la storica prima volta – il 13 luglio 2025 – in coppia con Paolo Bertolucci, che ha composto con lei, in oltre 20 anni di telecronache assieme, il secondo formidabile doppio della sua carriera».

Da Telepiù a Sky, una carriera lunga più di trentacinque anni

Cresciuta nel mito di Rino Tommasi, Pero era entrata nel mondo del giornalismo sportivo dopo aver vinto una selezione indetta dallo stesso Tommasi sulle pagine della rivista MatchBall, nel 1989. Due anni più tardi, nel 1991, era approdata a Telepiù, la prima televisione a pagamento italiana, seguendo il suo maestro che ne era diventato direttore. Da allora non aveva più lasciato quella che sarebbe diventata Sky Sport, dove ha lavorato per più di trentacinque anni, prima come giornalista praticante e poi come telecronista affermata.

Le prime esperienze al microfono erano arrivate in coppia con Roberto Lombardi, poi il sodalizio con Paolo Bertolucci, ex tennista e suo compagno di cabina per oltre due decenni. Insieme hanno raccontato tutte le finali dei Masters 1000, le Atp Finals da Londra a Torino, la Coppa Davis, gli US Open e Wimbledon, il torneo che Pero considerava il suo «posto del cuore». Ha commentato quattordici finali maschili sull’erba londinese, dalla prima di Novak Djokovic all’ultima di Roger Federer, fino ad arrivare a Carlos Alcaraz e Jannik Sinner.

La voce della rivalità Federer-Nadal e dell’era Sinner

Nel corso della sua carriera, Elena Pero ha raccontato l’intera parabola del tennis moderno. Era al microfono nella notte di Miami del 2004 quando un diciassettenne Rafael Nadal sconfisse per la prima volta Roger Federer, fresco numero uno del mondo. Quindici anni e quaranta scontri diretti più tardi, sempre a Wimbledon, ha narrato l’ultima sfida tra i due, con lo svizzero quasi trentottenne che ottenne il pass per la sua dodicesima finale sull’erba.

Il suo racconto ha attraversato l’ascesa di Novak Djokovic e poi l’epoca d’oro del tennis italiano, culminata con i trionfi di Jannik Sinner.

L’apice della sua carriera è coinciso con il momento più glorioso del tennis azzurro. Il 13 luglio 2025 ha commentato in coppia con Bertolucci il primo storico successo di Sinner ai Championships, e quest’estate, sempre a Wimbledon, ha celebrato il secondo titolo consecutivo dell’altoatesino. Quella è stata la sua ultima telecronaca.

Il ricordo dei colleghi e l’eredità di una voce inconfondibile

Paolo Bertolucci, con la voce rotta, ha affidato a un video il suo ultimo saluto: «Impossibile accettare un addio così rapido. La porterò sempre nel cuore». Sky Sport ha definito Pero «anima pura, persona perbene, specchiata giornalista, meravigliosa collega», accostandola al pantheon dei grandi telecronisti italiani, da Nicolò Carosio a Nando Martellini, da Paolo Rosi ad Alfredo Pigna e Adriano De Zan.

Il direttore Federico Ferri ha voluto ricordarla con parole che ne tratteggiano il profilo professionale e umano: «Ha imposto il suo stile e la sua preparazione enciclopedica, senza abusarne, non ha mai barattato il rispetto con il tifo, ha sorvolato sulla cattiveria con la leggerezza delle sue parole, sempre quelle giuste». Nel messaggio di commiato, Ferri ha citato la famiglia di Pero, la figlia Martina e il compagno Sergio, produttore recentemente premiato a Wimbledon per la sua carriera.

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