Al Bano, rabbia e addio a Sanremo: «Da Conti solo scorrettezze. Romina Power? Con Felicità ha guadagnato tanto»
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Con quella schiettezza da uomo di campagna che lo ha sempre caratterizzato, Al Bano Carrisi ha deciso di chiarire la sua posizione su due fronti, quello artistico e quello personale, senza usare mezzi termini. La replica all'ex moglie Romina Power – la quale, in una recente intervista, aveva definito banale la loro canzone simbolo, Felicità – è stata netta e senza appello. «È come sputare nel piatto in cui si è mangiato», ha affermato il cantante, ricordando come quel brano, da lei inizialmente non voluto, abbia fruttato «bei soldi» grazie al suo intuitivo sostegno. Una canzone nata, nelle sue parole, da un'immagine semplice e genuina, quella di un bicchiere di vino con un panino, e divenuta nel tempo un inno da oltre venti milioni di copie vendute.
Ma il cuore del suo sfogo, articolato in frasi lunghe e subordinate che tradiscono una delusione sedimentata, riguarda il Festival di Sanremo e il suo direttore artistico, Carlo Conti. «Con Sanremo ho chiuso», dichiara perentorio il cantante di Cellino San Marco, ponendo fine a un legame – fatto di quindici partecipazioni – che negli ultimi anni si è irrimediabilmente logorato. La frattura, a suo dire, risale già al 2017, quando si sentì «cacciato la prima sera» nonostante avesse, a suo giudizio, un brano di valore. Una ferita mai rimarginata, che l'atteggiamento di Conti non ha fatto che riaprire. «Da lui ho ricevuto solo scorrettezze», spiega Al Bano, ammettendo di non nutrire più alcuna stima verso il conduttore toscano, pur augurandogli, a denti stretti, buona fortuna per la sua gestione.
Quello che emerge dalle sue parole è dunque il ritratto di un artista che, dopo decenni di carriera, misura le distanze da due pilastri della sua vita pubblica: il sodalizio artistico con l'ex compagna e il rapporto privilegiato con la kermesse canora italiana per eccellenza. Mentre rievoca la genesi di Felicità – descrivendo con una punta di orgolfo la telefonata al discografico per preannunciarne il trionfo –, lo sguardo sul presente è però amaro. La decisione di non proporre più canzoni per il Festival sembra definitiva, segnando la fine di un'era. Un addio dettato non da un capriccio momentaneo, ma da una serie di incomprensioni e risentimenti che, accumulatisi nel tempo, hanno reso impossibile qualsiasi riconciliazione con gli attuali guardiani di quel palcoscenico.




