Italiani all'Eurovision, non c'è solo Corsi. Gabry Ponte in finale per San Marino
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Mentre Lucio Corsi, rappresentante dell’Italia, attende di salire sul palco dell’Eurovision Song Contest nella finale di sabato a Basilea – diritto garantito ai cosiddetti big five, i Paesi fondatori della competizione –, un altro nome legato alla penisola ha già conquistato il suo posto tra i finalisti. Gabry Ponte, con il brano Tutta l’Italia, ha portato San Marino tra i primi dieci qualificati della prima semifinale, superando rivali come Azerbaigian e Belgio, rimasti fuori dalla competizione.
La performance di Ponte, che ha mescolato sonorità dance e strumenti tradizionali italiani, dalla fisarmonica al tamburello, ha convinto giurati e pubblico, regalando al Titano il ritorno in finale dopo quattro anni di assenza. Il brano, già noto per essere stato la sigla del Festival di Sanremo 2025, ha mantenuto il suo appeal anche oltreconfine, dimostrando come certi ritmi sappiano travalicare i confini nazionali.
Diverso il percorso di Corsi, che nella semifinale di martedì si è esibito fuori gara, presentandosi al pubblico europeo con lo stesso look che aveva caratterizzato la sua prima apparizione a Sanremo: il trucco bianco e il bolero giallo dalle spalline imbottite, accompagnato da Tommaso Ottomano. Una scelta stilistica che, se da un lato ha suscitato curiosità, dall’altro non ha permesso agli italiani di votarlo, riservando il loro giudizio alla serata decisiva di sabato.
Oltre a San Marino, hanno ottenuto l’accesso alla finale Albania, Estonia – con Tommy Cash e il suo Espresso Macchiato, diventato virale per il testo in italiano –, Islanda, Norvegia, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Svezia e Ucraina. Mentre Cipro, Croazia e Slovenia hanno dovuto abbandonare la competizione.




