Eurovision 2025, stasera la prima semifinale: Lucio Corsi canta fuori gara, Gabry Ponte per San Marino
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Redazione Cultura e Spettacolo
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L’Eurovision Song Contest torna dove tutto ebbe inizio: la Svizzera, che nel 1956 ospitò la prima edizione a Lugano, accoglie oggi la 69esima kermesse a Basilea. Trentasette Paesi in gara, due semifinali e una finale che assegnerà il trofeo, ma l’Italia, in quanto membro delle "Big Five", è già qualificata per la serata decisiva del 17 maggio. Nonostante ciò, stasera il suo rappresentante, Lucio Corsi, salirà comunque sul palco dell’Jakobshalle per esibirsi come ospite, undicesimo nella scaletta.
Il cantante, arrivato secondo a Sanremo 2025 con "Volevo essere un duro", ha avuto la possibilità di partecipare all’Eurovision dopo la rinuncia del vincitore Olly. Originario di Roma, 28 anni, Corsi è diventato noto per il suo stile rockeggiante e la chitarra sempre al seguito, strumento che lo ha accompagnato in tutti i concerti del 2025, incluso quello di stasera. La sua esibizione, seppur non in competizione, sarà un banco di prova per capire se il pubblico europeo reagirà con lo stesso entusiasmo mostrato dall’Italia.
A differenza sua, Gabry Ponte, in gara per San Marino, dovrà conquistarsi un posto in finale. Il dj, già protagonista di successi dance negli anni Duemila, cercherà di portare il piccolo Stato oltre la semifinale, cosa che non accade dal 2021. La sua performance è attesa con curiosità, anche perché rappresenta un ritorno alla musica elettronica dopo le ultime edizioni dominate da ballate e pop sperimentale.
La serata, trasmessa in diretta su Rai 2 dalle 21 (con un’anteprima alle 20.15), sarà condotta da Gabriele Corsi, alla sua quinta esperienza come presentatore, e da BigMama, prima ex concorrente di Sanremo a commentare l’Eurovision per l’Italia. Non mancherà un tributo a Céline Dion, vincitrice nel 1988 per la Svizzera, il cui legame con il festival è stato riportato alla luce dopo le recenti vicende personali che l’hanno allontanata dalle scene.
Tra i favoriti della serata spiccano la Croazia, con un brano folk-metal che sta già dividendo il pubblico, e l’Ucraina, reduce da un’edizione segnata dalla guerra ma determinata a confermarsi tra le protagoniste. Israele e Australia, nonostante le polemiche degli ultimi mesi, sono regolarmente in gara: la loro presenza, come sempre, riaccende il dibattito sull’equilibrio tra politica e musica, ma il regolamento non prevede esclusioni basate su criteri extra-artistici.




