Jacqueline Bisset, la donna della domenica che scuote il Torino Film Festival
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Redazione Cultura e Spettacolo
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La nostra donna della domenica è tornata a Torino, e non poteva che farlo di domenica, ripercorrendo, seppur sotto un cielo autunnale, le atmosfere di un lontano giugno di cinquant’anni fa. «Ricordo il sole di Torino e l’ombra dei portici dove la gente cercava refrigerio», ha raccontato Jacqueline Bisset, rievocando le riprese de “La donna della domenica” con un misto di nostalgia e timore reverenziale, «quanto mi intimidiva il povero Marcello: io ero solo una ragazzina appena arrivata da Los Angeles, lui era il grande Mastroianni». Quella ragazzina, che oggi vanta una carriera lunga e prestigiosa, è stata celebrata al 43esimo Torino Film Festival con il Premio Stella della Mole alla carriera, un riconoscimento che lei stessa ha ammesso di accogliere con emozioni contrastanti, poiché, come ha sottolineato con la schiettezza che la contraddistingue, non considera affatto concluso il suo percorso artistico.
Un premio e alcune riflessioni scomode
La bellezza di Jacqueline Bisset, rimasta intatta nonostante il passare del tempo, ha illuminato il red carpet del festival, dove è intervenuta non solo per ritirare il prestigioso premio ma anche per presentare alcuni dei suoi film più celebri, tra cui proprio “La donna della domenica”, proiettato in una sala gremita di fan accalcati molte ore prima dell’inizio. Tuttavia, a far discutere i media non è stata soltanto la sua eleganza o il suo charme, bensì alcune sue dichiarazioni fuori dal coro, decisamente poco in linea con il sentire comune dell’era #metoo. L’attrice ottantunenne, infatti, ha lanciato un monito diretto alle donne, affermando che «dovrebbero smettere di provocare i maschi sui social media», una presa di posizione che ha immediatamente attirato l’attenzione e generato un vivace dibattito, distogliendone una parte dalla sola celebrazione della sua figura d’artista.
Il legame con i film indipendenti e il ricordo di Mastroianni
Nel ricevere la Stella della Mole, Bisset ha espresso un desiderio profondo, rivelatore di un’etica del lavoro che va al di là della semplice notorietà: avrebbe preferito, ha confessato, che un simile riconoscimento fosse attribuito maggiormente per le pellicole indipendenti e poco note a cui è particolarmente legata, piuttosto che per i film non eccellenti ma più famosi in cui ha comunque recitato. Questo amore per un cinema più ricercato e meno commerciale si è intrecciato con i vividi ricordi del set di uno dei suoi titoli più iconici, “La donna della domenica”, per il quale ha rievocato non solo le difficoltà tecniche delle riprese ma anche l’imbarazzo provato nel non comprendere appieno le battute di Marcello Mastroianni, un gigante della recitazione di fronte al quale si sentiva ancora un’esordiente.
La cronaca di un pomeriggio al cinema Romano
L’atmosfera di quella domenica torinese è stata catturata anche da aneddoti di cronaca minore, come quello del bonet appena sfornato e frettolosamente abbandonato da un cronista per correre alla proiezione al cinema Romano, consapevole che, al suo ritorno, non ne sarebbe rimasto neanche il ricordo. Un sacrificio che, come molti altri compiuti dal pubblico in coda, è parso ampiamente ripagato dalla possibilità di rivivere, attraverso la pellicola restaurata, un pezzo di storia del cinema italiano e di omaggiare un’attrice il cui percorso, costellato di successi ma anche di scelte coraggiose, continua a suscitare interesse e, a volte, a dividere le opinioni con le sue riflessioni fuori dagli schemi.




