Jacqueline Bisset, una stella senza tempo alla Mole
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Cultura e Spettacolo
-
Jacqueline Bisset attraversa il tempo come poche, un'icona di stile capace di ridefinire l’immaginario femminile dagli anni Sessanta a oggi, e il suo ritorno al Torino Film Festival, dopo mezzo secolo, ha assunto i toni di un amarcord personale e collettivo. L'attrice britannica, il cui fascino aristocratico – padre inglese con origini scozzesi, madre francese – l'ha resa musa di alcuni tra i più grandi registi del Novecento, ha ritirato il Premio Stella della Mole 2025, confermando come per lei il tempo sembri essersi cristallizzato. «I desideri cambiano», ha osservato con quella riflessività che caratterizza il suo parlare, «bisogna partire da zero, indossare scarpe nuove», una metafora di un percorso che, nonostante le apparenze, non ha conosciuto soste.
Il ritorno de "La donna della domenica"
Per la città di Torino, che l'ha accolta di nuovo, resterà sempre Anna Carla Dosio, la protagonista de "La donna della domenica", il film di Luigi Comencini girato proprio qui nel 1975 e che il direttore artistico Giulio Base ha scelto per celebrare la sua presenza al 43° Torino Film Festival. «A Torino mangiavo sempre allo stesso ristorante, Al Gatto Nero», ha ricordato lei, rievocando con un sorriso quelle giornate di lavoro intense. Il set di quel giallo, però, non fu solo lavoro: «Mastroianni? Mi intimidiva tantissimo», ha rivelato, svelando un lato inedito di un rapporto professionale con un mostro sacro del cinema italiano, che molti davano per scontato fosse più disinvolto.
Le parole che scuotono il dibattito
Ma il suo intervento al festival non si è limitato ai ricordi di carriera, toccando invece temi di stringente attualità con una franchezza che ha inevitabilmente attirato l'attenzione dei media. La sua esortazione, «Le donne smettano di provocare i maschi sui social media», si è stagliata netta nel panorama del dibattito contemporaneo, posizionandosi in un territorio poco esplorato e poco in linea con alcune correnti di pensiero mainstream. Un monito, il suo, che ha scosso l'ambiente, pronunciato senza mezzi termini ma con la pacatezza di chi, ormai, ha visto evolversi le mode e i costumi per decenni.
Il fascino intramontabile di un'icona
A ottantuno anni, la bellezza di Jacqueline Bisset è rimasta intatta, un'eleganza che va al di là della semplice estetica per diventare sostanza, come ha dimostrato sfilando sul red carpet e presentando alcuni dei suoi titoli più celebri, da "Cul-de-Sac" a "Casino Royale" fino a "Effetto notte". La sua figura ha catalizzato l'attenzione, diventando il fulcro di un evento che ha saputo coniugare la celebrazione di una carriera luminosa con le riflessioni di una donna che non ha paura di esprimere il proprio pensiero, criticando quello che ha definito, senza giri di parole, «narcisismo a oltranza».




