Cresce l’esodo forzato a Gaza tra bombardamenti e sfiducia
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Redazione Esteri
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L’intensificarsi delle operazioni militari a Gaza, che ha portato a nuovi ordini di evacuazione per ampie porzioni della città, sta determinando un incremento significativo del numero di palestinesi costretti ad abbandonare le proprie abitazioni. Gli operatori umanitari, le cui organizzazioni faticano a far fronte a un’emergenza umanitaria ormai cronica, segnalano come l’ondata di sfollati sia aumentata in maniera considerevole nel corso delle ultime settimane. Molti di loro, tuttavia, privi di mezzi economici sufficienti per potersi garantire un trasporto e un alloggio sicuro altrove, si trovano in una situazione di stallo forzato, impossibilitati materialmente a mettersi in salvo.
Altri, dopo essere stati costretti a fuggire ripetutamente nel corso di un conflitto che si protrae da mesi, hanno maturato una profonda sfiducia verso la possibilità di trovare un rifugio sicuro in qualsiasi altra area dell’enclave, preferendo il rischio noto a un ulteriore spostamento ritenuto ormai inutile. Questo sentimento di disperazione statica si scontra con una realtà bellica sempre più violenta, come dimostrato dal pesante bombardamento che ha interessato un grattacielo nel cuore di Gaza City. Le forze armate israeliane hanno giustificato l’azione, corredata da video che mostrano il crollo della struttura nello skyline urbano, affermando che all’interno dell’edificio fossero state installate da Hamas “apparecchiature di sorveglianza” per monitorare i movimenti delle truppe.




