Esplode la condotta a via Prenestina, roma est senz'acqua e nel caos
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Redazione Interno
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Nelle prime ore dell’alba di lunedì 2 febbraio, un boato ha squarciato il silenzio in quel quadrante di periferia, annunciando il cedimento che avrebbe segnato la giornata di migliaia di persone. Sotto l’asfalto di via Prenestina, all’altezza del civico 916, una condotta principale dell’acqua è esplosa, scatenando un fiume che ha rapidamente invaso la carreggiata, trasformando uno dei principali assi di scorrimento della capitale in un lago improvviso. L’evento, che le prime indagini tecniche attribuiscono al cedimento di una tubatura pertinente a un edificio privato, ha costretto la Polizia locale a intervenire immediatamente per delimitare la zona, interdicendo il transito in un tratto cruciale compreso tra via di Tor Sapienza e via Longoni, con inevitabili ripercussioni sulla mobilità di tutto il settore orientale della città.
Il collasso della viabilità e l'emergenza idrica
La chiusura della consolare, decisa per consentire i primi soccorsi e valutare l’entità del danno, ha prodotto un effetto domino sul traffico, paralizzando le arterie limitrofe già congestionate dall’ora di punta mattutina. Mentre le pattuglie dei Gruppi V Casilino e VI Torri della Polizia Locale lavoravano per gestire la viabilità deviata, un’altra emergenza, forse più grave, si è manifestata nelle case: la rottura ha infatti causato l’interruzione della fornitura idrica in centinaia di abitazioni dei Municipi V, VI e VII, lasciando i rubinetti completamente a secco. Un disagio che si è protratto per ore, costringendo i residenti di quartieri come il Pigneto, Tor Pignattara e Borghesiana a rifornirsi come possibile, mentre i tecnici dell’azienda incaricata del servizio cercavano disperatamente di isolare il tratto danneggiato.
Le scuole costrette a sospendere le lezioni
La mancanza d’acqua, oltre a privare le famiglie di un bene essenziale, ha avuto ripercussioni immediate anche sul funzionamento dei servizi pubblici, in particolare quelli scolastici. In tarda mattinata, infatti, non potendo garantire le minime condizioni igienico-sanitarie, gli istituti scolastici della vasta area interessata dal black-out hanno dovuto annunciare la sospensione delle lezioni per l’intera giornata, rimandando a casa alunni e personale. Una decisione obbligata, presa in seguito a valutazioni tecniche che hanno evidenziato l’impossibilità di ripristinare il flusso idrico in tempi brevi, la quale ha ulteriormente amplificato il senso di disservizio e di abbandono percepito da chi vive in quei territori.
I lavori di riparazione e le criticità pregresse
I cantieri per la riparazione della condotta sono partiti nel primo pomeriggio, nonostante le difficoltà di accesso determinate dall’allagamento e dalla necessità di movimentare mezzi pesanti in un’area a traffico fortemente compromesso. La priorità degli operatori è stata quella di sigillare la falla e di avviare il complesso lavoro di sostituzione del tratto di tubazione collassato, operazione che richiederà tempi tecnici non indifferenti. L’episodio, per quanto di origine attribuita a una proprietà privata, riporta l’attenzione sulla fragilità della rete idrica in vaste aree della periferia romana, dove interventi di manutenzione straordinaria risultano spesso emergenziali e non risolutivi, lasciando il sistema esposto a nuovi, probabili guasti.




