Sinner accorcia su Alcaraz, il trionfo di Indian Wells e l’omaggio a Kimi Antonelli
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Redazione Sport
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La prima volta di Jannik Sinner nel deserto californiano porta con sé un peso specifico che va ben oltre la semplice conquista di un Masters 1000, il suo quinto in carriera per la precisione, e segna una svolta netta nella rincorsa al numero uno del mondo. Il 2-0 con cui ha liquidato Daniil Medvedev in finale, un punteggio che racconta solo in parte la battaglia consumatasi sui campi di Indian Wells, gli regala non solo il trofeo ma anche un bottino di mille punti pesantissimi, quelli che dimezzano quasi il gap da Carlos Alcaraz. Lo spagnolo, eliminato in semifinale proprio dal russo poi sconfitto dall’altoatesino, vede ora il suo vantaggio assottigliarsi a 2.150 lunghezze: 13.550 contro 11.400, un margine che fino a pochi giorni fa sembrava più rassicurante e che adesso, invece, proietta già lo sguardo verso i prossimi appuntamenti del circuito. La vittoria, la venticinquesima della sua già straordinaria carriera, gli regala una nuova iniezione di fiducia, quella che forse aveva smarrito dopo le uscite contro Novak Djokovic agli Australian Open e Jakub Mensik a Doha.
Fognini e quel dettaglio difensivo che non passa inosservato
Chi ha osservato con attenzione le due settimane californiane, e tra questi c’è Fabio Fognini, ha notato un particolare che solitamente non fa notizia ma che, in questo caso, diventa centrale. Il ligure, che dal ritiro segue con occhio attento le gesta dei suoi connazionali, ha sottolineato pubblicamente quanto sia migliorata la fase difensiva del gioco di Sinner, un aspetto che nelle partite secche e nei momenti che contano può fare la differenza tra un campione e un grande giocatore. Quelle sconfitte, secondo l’ex numero nove del mondo, devono aver spinto l’altoatesino a un lavoro certosino per ritrovare quella sicurezza che a Doha, contro il giovane ceco, sembrava aver smarrito. E la risposta, in California, è arrivata puntuale: non un set concesso in tutto il torneo, una striscia di superiorità che non ammette repliche e che rilancia prepotentemente il suo nome nella corsa allo scettro mondiale, un obiettivo che adesso appare meno lontano di quanto non fosse all’alba del torneo.
L’aneddoto meteo e il messaggio per il giovane Antonelli
A svelare il retroscena della preparazione è stato lo stesso Sinner al termine della finale, quando ha raccontato di come il maltempo su Montecarlo, dove solitamente si allena, lo abbia spinto a partire prima del previsto per la California. Una decisione presa quasi di getto, quella di anticipare il viaggio per cercare condizioni migliori e continuare a lavorare, un particolare che rivela la determinazione con cui ha affrontato la trasferta americana. Ma il suo passaggio a Indian Wells è stato anche il palcoscenico per un gesto che ha unito due mondi dello sport italiano. Subito dopo la vittoria, imbracciato un pennarello rosso davanti alla telecamera, ha voluto scrivere un messaggio che per numero di caratteri poteva sembrare un semplice whatsapp tra amici: "Kimi!!", l’omaggio a Kimi Antonelli, il diciannovenne bolognese che poche ore prima aveva vinto il suo primo Gran Premio in Cina con la Mercedes, diventando il primo italiano a riuscirci dopo Giancarlo Fisichella nel 2006. Un gesto che lo stesso Antonelli, una volta rientrato in Italia, ha definito una sorpresa inaspettata, tanto da spingerlo a rispondere con un messaggio per ricambiare la dedica.




