Roma, la questura blocca Forza Nuova: stop alle ronde nel parco degli stupri
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Redazione Interno
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La Questura di Roma ha posto un nuovo e netto argine alle iniziative di Forza Nuova nell’area di Tor Tre Teste, sancendo, con un provvedimento notificato venerdì, il divieto di svolgere una “passeggiata per la legalità” che l’organizzazione di estrema destra aveva programmato per sabato nel parco Sangalli. Questo intervento, perentorio, segue di pochi giorni quello analogo con cui, il 5 dicembre, era stata vietata una manifestazione sotto lo slogan “Remigrazione”, indetta dopo la violenza sessuale subita da una diciottenne ad opera di sei giovani, nordafricani, tre dei quali arrestati mentre il presunto esecutore materiale, un tunisino ventenne, risulta tuttora latitante. Le motivazioni del diniego, rese pubbliche dall’autorità di polizia, poggiano sulla “aleatorietà delle finalità dell'iniziativa”, osservando come alla comunicazione formale, veicolata via email e denominata “passeggiata della sicurezza”, si accompagnasse una locandina diffusa sui social network con una terminologia tale da lasciar intendere un’attività di proselitismo e di reclutamento, finalizzata all’iscrizione al movimento stesso.
Il tentativo di forzare il divieto a Torpignattara
Nonostante il divieto questorale, che impediva di fatto qualsiasi attività di ronda in difesa del territorio, alcuni esponenti di Forza Nuova hanno tentato comunque di presentarsi, sabato, nel quartiere di Torpignattara, puntando proprio sul parco Sangalli, il luogo originariamente indicato per il loro raduno. Ad attenderli, però, si è schierato un gruppo di antifascisti, deciso a contrastarne la presenza in quella che è una zona multietnica della capitale. I due gruppi si sono così fronteggiati, creando un momento di palpabile tensione, sebbene separati da qualche centinaio di metri, tra il parco e la vicina piazza Cardinali.
L’intervento delle forze dell’ordine
La situazione, potenzialmente esplosiva, è stata gestita dall’intervento tempestivo delle forze dell’ordine, le quali, dopo aver monitorato gli sviluppi, sono intervenute per disperdere i partecipanti e ristabilire la quiete pubblica. Gli agenti, dunque, hanno proceduto all’allontanamento dei militanti di Forza Nuova dall’area, facendo rispettare il provvedimento amministrativo che ne vietava l’iniziativa e impedendo che il tentativo di forzare il blocco degenerasse in scontri fisici o in azioni di intimidazione.
Il contesto giudiziario e il quadro delle indagini
Lo sfondo sul quale si innesta questa vicenda è segnato dall’aggravarsi dell’allarme sociale per la sicurezza, dopo il brutale episodio di violenza che ha coinvolto la giovane donna, e dal parallelo avanzare delle indagini della magistratura. Mentre la polizia prosegue senza sosta la caccia al ricercato, le inchieste sui reati di matrice sessuale e sulle reti criminali procedono nei loro iter, spesso complessi, che vedono i pubblici ministeri acquisire elementi probatori e ricostruire le dinamiche di gruppi dediti a questo tipo di aggressioni. L’azione della Questura, in questo quadro, si configura come un presidio di ordine pubblico, volto a prevenire che istanze legittime di sicurezza vengano strumentalizzate per fini politici o per azioni di autotutela illegittime, le quali, come sottolineano le cronache giudiziarie, finiscono per intralciare, più che aiutare, il lavoro investigativo.




