Bruxelles avvia la consultazione sulle emissioni auto: si discute il futuro del settore automotive
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Redazione Economia
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La Commissione europea ha lanciato una consultazione pubblica per rivedere le norme sulle emissioni di CO₂ per auto e furgoni, un passaggio cruciale nel percorso verso la neutralità climatica entro il 2050. L’iniziativa, prevista dal Piano d’Azione per il settore automobilistico presentato a marzo, mira a raccogliere pareri su due fronti: i limiti d’inquinamento e l’etichettatura dei veicoli, che obbliga i costruttori a fornire dati trasparenti su consumi e impatto ambientale.
Il settore, che vale circa 1.000 miliardi di Pil e impiega 13 milioni di persone tra diretti e indotto, è al centro di un dibattito sempre più acceso. Da un lato c’è la volontà di rispettare gli obiettivi del Green Deal, con lo stop alla vendita di auto termiche dal 2035 e la riduzione del 55% delle emissioni entro il 2030; dall’altro, le pressioni di alcuni Paesi, tra cui l’Italia, che chiedono di rivedere una transizione giudicata troppo rapida.
Secondo un’analisi di Transport & Environment, abbandonare il phase-out dei motori a combustione comporterebbe costi elevatissimi: fino a 90 miliardi di danni economici e un milione di posti di lavoro a rischio. Bruxelles, tuttavia, ha già chiarito che eventuali modifiche alla norma – la cui revisione è prevista per il 2026 – dovranno essere valutate senza compromettere gli impegni climatici.
La consultazione, aperta fino al 29 settembre, rappresenta un banco di prova per capire se l’Europa manterrà la rotta o se, di fronte alle resistenze dell’industria e di alcuni governi, deciderà di ammorbidire le regole. Intanto, il processo di riesame avviato – previsto già nel 2023, quando furono approvate le misure del Fit for 55 – dovrà verificare la fattibilità tecnologica ed economica di una mobilità interamente elettrica.




