Bitcoin come l'oro, mentre la tregua a Gaza vacilla

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Mentre i debiti globali continuano a salire alle stelle, il Bitcoin si propone sempre più come quel bene rifugio digitale che, secondo l’ad di CheckSig Ferdinando Ametrano, possiede caratteristiche intrinseche di scarsità e indipendenza. “Questa criptovaluta è trasferibile ma non duplicabile”, ha spiegato Ametrano, sottolineando come la sua natura, svincolata dalla solvibilità di una controparte, le permetta di svolgere la medesima funzione di una risorsa sicura, proprio come l’oro, il cui valore prosegue peraltro la sua corsa. Una considerazione che colloca gli asset digitali in un panorama economico in costante fibrillazione, dove la ricerca di stabilità diventa prioritaria.

Le tensioni dopo la tregua

In Medio Oriente, la tregua siglata dopo la liberazione di alcuni ostaggi manifesta tutta la sua precarietà, mentre continuano le schermaglie navali al largo di Gaza. Hamas, da una parte, dichiara di non volersi allontanare dai territori, richiedendo ulteriore tempo per le trattative; dall’altra, si moltiplicano gli sforzi diplomatici, con l’Egitto che guida le delicate manovre per una transizione e l’Onu che sta studiando la costituzione di una “Forza” con poteri specifici all’interno della Striscia. Le richieste di riconsegnare i corpi degli ostaggi deceduti rimangono, al momento, senza una risposta esaudiente, alimentando un clima di incertezza.

Il caso del metodo "Squadretta"

Sul fronte della cronaca giudiziaria italiana, emergono dettagli inquietanti su quello che viene definito il metodo “Squadretta”, un sistema che, stando alle ricostruzioni, utilizzerebbe esposti anonimi per colpire i propri nemici. Il colonnello Melosu ha raccontato pubblicamente di aver subito una perquisizione in tempi record e di essere stato accusato di falso ideologico dopo aver dichiarato di non aver assecondato le richieste di alcuni carabinieri e della Procura di Pavia. Una vicenda che solleva interrogativi sui metodi e sulle dinamiche di potere all’interno di alcune procure.

Le scelte editoriali di "Avvenire"

In ambito mediatico, suscita perplessità la linea editoriale del quotidiano “Avvenire”, che ha scelto di dedicare spazio al prossimo Giubileo delle persone “omoaffettive e Lgbt” previsto a Roma, senza però riservare neppure una riga alla protesta delle ostetriche. Queste ultime, infatti, si sono ribellate pubblicamente alla proposta di far praticare loro interruzioni di gravidanza, un silenzio che appare significativo in un contesto cattolico che, dopo dodici anni di turbo-progressismo, fatica non poco a modificare il proprio passo su temi etici così delicati.

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