Madame torna con “Disincanto”: il nuovo album tra rottura e domande senza risposta

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Dopo tre anni di silenzio discografico, un’assenza che per i tempi dell’industria musicale contemporanea equivale quasi a un’era geologica, Madame riemerge con un progetto che sembra voler fare i conti, più che con il pubblico, con se stessa. “Disincanto”, questo il Titolo del terzo album in studio per la cantautrice vicentina – in uscita il 17 aprile per Sugar Music – viene introdotto dall’omonimo singolo disponibile da venerdì 13 marzo, accompagnato naturalmente dal relativo videoclip. Una data, il 13, che non è stata scelta a caso: la stessa artista, interpellata dai fan nei mesi scorsi circa l’indizio sulla pubblicazione, aveva risposto con un lapidario “porta sfiga e mi piace”, giocando apertamente con la scaramanzia popolare e ribaltandone il significato in chiave estetica e personale.

Il brano, scritto integralmente da Madame, porta le firme in produzione di Bias – al secolo Nicolas Biasin – insieme a Mr. Monkey e Lester Nowhere, con l’apporto di Lorenzo Brosio; una collaborazione, quest’ultima, nata durante una notte di confronto creativo e riflessioni sul senso profondo del termine che dà il titolo al lavoro. Ascoltando il pezzo, ciò che colpisce non è tanto la ricerca di un ritornello immediato o di una struttura pensata per il passaggio radiofonico, quanto piuttosto la volontà di costruire un’atmosfera. La produzione appare eterea, volutamente sospesa, quasi preparatoria: non esplode, non trabocca, ma lascia l’ascoltatore in una condizione di attesa, proprio come suggerisce del resto la natura stessa del disco che verrà.

E viene spontanea, ascoltando certi passaggi, un’associazione che è più suggestione letteraria che dichiarazione programmatica: quella con la figura di Madame Bovary. Non perché nel testo si trovino citazioni esplicite del romanzo di Flaubert, ma perché tanto la protagonista del libro quanto la cantante sembrano attraversare lo stesso gesto di rottura nei confronti delle aspettative – proprie o altrui che siano. “Io non vivo più con sotto le istruzioni”, canta Madame nei versi iniziali, e quella dichiarazione di disobbedienza riecheggia come un manifesto: andare oltre ciò che è prescritto, rifiutare il copione.

Il tema del disincanto, che dà il titolo sia al singolo che all’album, viene declinato non come semplice perdita di illusioni – cosa che sarebbe banale – ma come momento necessario di frattura, una cesura dalla quale può nascere una consapevolezza più autentica. Il progetto, nelle intenzioni, racconta le varie fasi di questo percorso: dall’incanto iniziale, alla rottura, fino a una possibile rinascita. È un viaggio che Madame ha annunciato con una serie di domande, più che con risposte, pubblicate sui social a corredo dell’annuncio: “perché ci sono voluti tre anni? perché ho mollato tutto sul più bello? perché mi sono chiusa dentro di me?”. Interrogativi che restano sospesi, senza soluzione, perché “non ho le risposte – ha scritto – ho solo tante, tantissime domande. E un disco”.

Un ritorno fatto di versi e immagini

Nel testo di “Disincanto” affiorano alcuni dei tratti distintivi della scrittura di Madame: frammenti espliciti, una sensualità che si intreccia alla confessione, e un’attitudine a mettersi in discussione che non è comune nel panorama pop contemporaneo. “ho gli occhi gonfi del mio disincanto”, recita un passaggio del ritornello, e subito dopo l’interrogativo si fa più pressante: “e cosa resta di me?”. È una domanda che non cerca facili consolazioni, e che trova una sorta di risposta provvisoria nella chiusura del brano: “Come sto? Sono sola. Tutti hanno una via e io no”. Parole che preannunciano una trasformazione, che si adagiano su una produzione fluttuante dove la voce sembra trascinare l’ascoltatore in uno spazio vuoto.

Il videoclip, in uscita contestualmente al singolo, dovrebbe visualizzare questa condizione di straniamento: si parla di una scena in cui Madame rompe il chiacchiericcio festante di una tavolata, quasi a voler spezzare la superficie patinata delle convenzioni sociali. Un gesto che è anche una dichiarazione di intenti per il nuovo corso artistico.

I dettagli del progetto e il tour estivo

L’album “Disincanto” sarà disponibile in diverse versioni fisiche, a testimonianza di una strategia che punta a intercettare anche il pubblico dei collezionisti e degli appassionati del vinile. Oltre al formato digitale, usciranno un CD e un vinile nero con poster, un CD nero in esclusiva per Amazon, e un vinile trasparente autografato con poster e CD autografato, quest’ultimo in esclusiva per Sugar Music. Il pre-order è già attivo su tutte le piattaforme.

Parallelamente all’uscita discografica, Madame ha annunciato il “Madame – Tour Estate 2026”, prodotto e organizzato da Friends & Partners e Vivo Concerti, che la porterà sui palchi dei principali festival italiani da luglio a settembre. Il via il 3 luglio dal Rugby Sound Festival di Legnano, per poi proseguire il 6 luglio al Flowers Festival di Collegno, il 9 luglio al Live in Genova Festival, il 12 luglio all’Anima Festival di Cervere. E ancora: il 27 luglio a Villafranca, il 29 luglio a Udine, il 3 agosto a Pescara, il 9 agosto all’Arena della Regina di Cattolica, l’11 agosto a Villa Bertelli a Forte dei Marmi, il 12 agosto al Castiglioncello Festival, il 23 agosto all’Arena Bianca di Ostuni, il 25 agosto a Barletta, il 2 settembre a Vicenza, il 4 settembre a Trento, l’11 settembre al Dream Pop Fest di Palermo, per chiudere il 13 settembre al Festival Taormina Arte.

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