La Cina volta pagina: il fotovoltaico sorpassa il carbone nella capacità installata

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo
ECONOMIA Preferisci Informazione.News su Google

Redazione Economia Redazione Economia   -   Per la prima volta nella storia del gigante asiatico, la capacità installata del fotovoltaico ha superato quella delle centrali a carbone. Un sorpasso storico, seppur per ora simbolico, che segna un punto di svolta nelle strategie energetiche di Pechino.

L'annuncio, arrivato il 1° settembre dalla National Energy Administration (Nea), l'ente governativo preposto alla regolamentazione e alla pianificazione del settore, ha ufficializzato un dato destinato a fare discutere gli analisti di tutto il mondo: a fine luglio, il solare aveva toccato quota 1,286 miliardi di kilowatt, contro gli 1,285 miliardi del carbone.

Un margine esiguo, certo, ma il messaggio che arriva dalla capitale cinese è inequivocabile: la fonte più inquinante, quella che per decenni ha alimentato il miracolo economico del Paese, non occupa più il gradino più alto del podio per capacità installata.

Il primato della capacità installata

Il dato, diffuso dalla Nea, va letto con la giusta attenzione. La capacità installata, che rappresenta il potenziale massimo di produzione degli impianti, non equivale all'energia effettivamente immessa in rete, un parametro per il quale il carbone mantiene ancora un vantaggio considerevole. Tuttavia, il sorpasso del fotovoltaico ha un valore strategico e politico immenso: testimonia la velocità con cui Pechino sta ridisegnando il proprio mix energetico.

La capacità complessiva di generazione elettrica del Paese ha raggiunto i 4,08 miliardi di kW, e il fotovoltaico, con i suoi 1,286 miliardi di kW, rappresenta ormai oltre il 30% del totale. A confronto, il carbone, fermo a un soffio, cede il primato dopo aver dominato incontrastato la scena per generazioni.

La svolta green di Pechino

L'annuncio della National Energy Administration non arriva in un momento qualunque. La Cina, da tempo, ha avviato una transizione ecologica imponente, spinta sia dalla necessità di combattere l'inquinamento atmosferico che attanaglia le sue metropoli, sia dalla volontà di conquistare una posizione di leadership tecnologica nelle rinnovabili. Il governo ha investito risorse colossali nella filiera del solare, dalla produzione dei pannelli fino alla realizzazione di mega-parchi fotovoltaici, spesso nel deserto o su superfici acquatiche.

Questo sorpasso, per quanto stretto, rappresenta quindi il frutto di una pianificazione decennale che ha visto il fotovoltaico crescere a tassi esponenziali, mentre le nuove centrali a carbone venivano progressivamente limitate o sottoposte a vincoli più severi.

Un equilibrio ancora in bilico

Nonostante il primato, il sistema energetico cinese rimane profondamente legato al carbone, che garantisce stabilità alla rete e sopperisce all'intermittenza delle fonti rinnovabili. Il sorpasso del fotovoltaico è stato possibile anche grazie a un'estate particolarmente soleggiata e a un'impennata delle installazioni, ma gli esperti sanno che il margine è talmente ridotto che il carbone potrebbe riconquistare la vetta nei mesi invernali, quando la produzione solare cala fisiologicamente.

Tuttavia, la tendenza appare ormai inarrestabile: la Cina sta aggiungendo capacità solare a un ritmo senza precedenti, e questo primato, seppur appena accennato, rappresenta un punto di non ritorno nel percorso di decarbonizzazione del Paese.

Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.