Calderone: "Accademia Inps, eccellenza e sfida per il lavoro"
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Redazione Esteri
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Roma, 26 febbraio 2025 – L’Accademia Inps, inaugurata oggi nella capitale, si conferma come un polo di eccellenza per l’Istituto nazionale di previdenza sociale, ma anche come una risposta concreta alle sfide del mercato del lavoro. A sottolinearlo è stata la ministra del Lavoro e delle Politiche sociali, Marina Calderone, intervenuta alla cerimonia di apertura. «Questo progetto – ha dichiarato – rappresenta non solo un’eccellenza interna all’Inps, ma soprattutto un investimento strategico sulle competenze, sulla formazione e sulla qualità dei percorsi professionali».
L’Accademia, che si inserisce in un contesto di trasformazione del mondo del lavoro sempre più orientato alla specializzazione, punta a diventare un punto di riferimento per la formazione dei dipendenti pubblici e non solo. Calderone ha ribadito l’importanza di creare percorsi formativi che rispondano alle esigenze del mercato, in un’epoca in cui la rapidità dei cambiamenti tecnologici richiede aggiornamenti continui.
Intanto, nel settore privato, si muove anche il colosso farmaceutico Genetic, controllata del fondo di private equity Cvc. L’azienda campana, con sede a Fisciano, in provincia di Salerno, è al centro di un’operazione che vedrà l’arrivo di offerte non vincolanti nei prossimi giorni. Specializzata nello sviluppo e nella fornitura di prodotti farmaceutici, Genetic rappresenta un caso emblematico di come il private equity stia investendo in settori ad alto potenziale, puntando su innovazione e ricerca.
Sul fronte internazionale, intanto, continuano le tensioni legate al conflitto tra Russia e Ucraina. La Casa Bianca ha confermato la visita del presidente ucraino Volodymyr Zelensky a Washington, prevista per venerdì, dove verrà firmato un accordo sulle terre rare, risorse strategiche per l’industria tecnologica. «È un passaggio fondamentale – aveva commentato in precedenza l’ex presidente Donald Trump –, senza il quale la visita perderebbe di senso».
Nel frattempo, l’Europa si interroga sul proprio ruolo nel conflitto. L’Italia, attraverso le parole del ministro della Difesa Guido Crosetto, ha espresso cautela rispetto all’invio di soldati in Ucraina, sottolineando che eventuali interventi militari devono avvenire esclusivamente in ambito Nato. «Non si tratta di decisioni da prendere alla leggera – ha dichiarato –, non sono come fax da inviare». Una posizione che trova d’accordo anche il leader della Lega Matteo Salvini, il quale ha ironizzato sulla possibilità di un comando europeo: «Se a guidare le truppe fosse Ursula von der Leyen – ha detto –, durerebbero venti minuti».
Le dichiarazioni del ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov, intanto, non lasciano spazio a dubbi: «Gli europei – ha affermato – stanno incitando gli ucraini a proseguire il conflitto». Una guerra che, come ha ricordato l’analista Franco Stefanoni, ha radicalmente trasformato i rapporti tra i Paesi coinvolti. «Quando scateni un conflitto – ha osservato –, ogni accordo salta. La Russia, per storia e tradizione, rimane un interlocutore fondamentale per l’Europa. A guerra finita, sarà meglio averla come potenza dialogante piuttosto che vederla cadere nelle mani della Cina».




