Starmer chiama Giorgia al rammendo

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Noi, l’America, gli ucraini, i russi. La guerra, insomma. Tanto per cominciare bisognerebbe suonare il campanello dell’unità nazionale. Momento grave, dibattito aperto, poi soluzione chiusa a qualunque deriva. È nell’interesse del Paese, cui van sacrificati quelli di parte. Una chimera? Sì, però. Però da superare. Basta divisioni tra maggioranza e opposizione, controversie nella minoranza (Schlein e Conte dissonanti), spaccatura nella maggioranza stessa, con Salvini trumputiniano, Tajani di voce flebile, Meloni combattuta fra The Donald e The Defeated, il burbanzoso vincitore e il povero sconfitto dello squallido show alla Casa Bianca.

Londra capo della Nato, Berlino con l’atomica domani il vertice sulla Difesa. Macron scalpita, ma il Regno Unito, il più coinvolto sul campo, è pronto a intestarsi la sicurezza del continente. Meloni: estendere a Kiev l’articolo 5 dell’Alleanza. Ue in panne sul peacekeeping. Merz: ombrello nucleare europeo. Domani, alle 14 ora di Londra, si riuniranno i leader per discutere di questi temi cruciali.

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