Addio a Giorgia Moll, l’attrice dal sorriso splendente che conquistò il Carosello
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Se n'è andata in silenzio, come del resto aveva scelto di vivere gli ultimi decenni della sua esistenza, lontana dai riflettori e dalle cronache mondane. Giorgia Moll, attrice tra i volti più popolari del cinema e della televisione italiana degli anni Sessanta, è morta a Roma all'età di 88 anni. La sua scomparsa, come riportato dall'Adnkronos, risale al 2 giugno scorso, ma la notizia è stata resa nota solo in queste ore dalla famiglia, che ha voluto rispettare le sue volontà e la riservatezza che aveva sempre caratterizzato la sua vita privata.
Il volto del Carosello e lo slogan indimenticabile
Per milioni di italiani, il suo volto è indissolubilmente legato a Carosello, il celebre spazio pubblicitario della Rai che andava in onda sul primo canale dopo il telegiornale delle ore 20. Accanto a Carlo Dapporto, nei panni del baffuto e impacciato Agostino, Giorgia Moll fu la testimonial della campagna pubblicitaria del dentifricio Pasta del Capitano. Il siparietto era sempre lo stesso: Dapporto, ammirando il suo sorriso perfetto, le chiedeva come facesse ad avere denti così bianchi e splendenti, e lei rispondeva invariabilmente: "Uso Pasta del Capitano. un dentifricio buono". Lui ribatteva: "Può dire buonissimo", prima dell'ingresso in scena del fondatore dell'azienda, il dottor Nico Ciccarelli, che illustrava le virtù del prodotto. Quegli sketch, antesignani delle moderne televendite, entrarono nell'immaginario collettivo e lo slogan "Con quella bocca può dire ciò che vuole" contribuì a fare di Giorgia Moll uno dei volti più amati della televisione italiana.
Una carriera tra cinema d'autore e produzioni internazionali
Nata a Roma il 14 gennaio 1938 da padre italiano e madre tedesca, Giorgia Moll fu una delle attrici più affascinanti della sua generazione; il suo sorriso luminoso, i lunghi capelli castani e un'eleganza naturale le valsero anche il successo come fotomodella e ragazza copertina. Debuttò giovanissima a metà degli anni Cinquanta con film come "Non scherzare con le donne" di Giuseppe Bennati e "Lo svitato" di Carlo Lizzani, per poi affiancare ben presto alcuni dei nomi più importanti della cinematografia nazionale.
La sua carriera spaziò con disinvoltura tra commedia, melodramma e film d'avventura, lavorando più volte con registi del calibro di Luigi Comencini in pellicole come "Mariti in città" (1957), "Mogli pericolose" (1958) e "Incompreso" (1966).
Il film che le diede maggiore visibilità internazionale fu "Un americano tranquillo", diretto nel 1958 da Joseph L. Mankiewicz e girato a Saigon, accanto al protagonista Audie Murphy. Nel 1963 arrivò un'altra tappa prestigiosa della sua carriera con "Il disprezzo" di Jean-Luc Godard, capolavoro della Nouvelle Vague francese interpretato da Brigitte Bardot, dove interpretò il ruolo di Francesca Vanini, a fianco di Michel Piccoli e Jack Palance.
Negli anni successivi continuò a lavorare intensamente tra Italia, Francia e Germania, alternando film d'autore e produzioni commerciali come "L'arcidiavolo" di Ettore Scola e "Requiem per un agente segreto" di Sergio Sollima.
L'addio al cinema e la vita privata
Oltre alla carriera cinematografica, Giorgia Moll si dedicò anche alla musica, incidendo alcuni 45 giri tra cui il celebre "Ballata per un amore perduto/Nato in settembre", con testi di Piero Ciampi e musiche di Elvio Monti. Dopo aver lasciato il mondo dello spettacolo, scelse una vita lontana dalla ribalta, dedicandosi alla fotografia e ad attività imprenditoriali legate al benessere.
Tornò eccezionalmente sul grande schermo nel 1984, quando l'amico Alberto Sordi la volle nel film "Tutti dentro", una breve ma significativa parentesi che segnò il suo ultimo saluto al cinema.
La sua scomparsa, avvenuta nello stesso giorno in cui un'altra icona del cinema italiano, Gina Lollobrigida, spegneva le sue candeline, segna la fine di un'epoca, quella del cinema e della televisione in bianco e nero che ha fatto sognare l'Italia del dopoguerra. Giorgia Moll se ne va con la stessa discrezione che aveva contraddistinto gli ultimi anni della sua vita, lasciando però un ricordo indelebile nel cuore di chi l'ha ammirata.




