Napoli, Giaccherini e Meret fanno quadrato attorno ad Allegri dopo il ko di Venezia

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La sconfitta rimediata al Penzo contro il Venezia, ultimo in classifica e alla prima vittoria stagionale, ha spinto il Napoli in una crisi che non riguarda soltanto i risultati. A commentare il momento azzurro è intervenuto Emanuele Giaccherini, ex calciatore oggi opinionista, che dagli studi di DAZN ha offerto una lettura articolata delle responsabilità, spostando parte del peso dalle spalle di Massimiliano Allegri a quelle di alcuni singoli della rosa.

«Credo che Allegri sia stato preso per costruire una squadra diversa da quella vista con Conte», ha spiegato Giaccherini, aggiungendo che l’allenatore deve ritrovare un’identità di gioco ma che il suo posto non gli sembra in discussione, pur riconoscendo che valutazioni siano inevitabili dopo un avvio di questo tipo.

Nel mirino dell’ex centrocampista sono finiti in particolare due nomi eccellenti del mercato estivo.

Secondo Giaccherini, giocatori del calibro di Rasmus Hojlund e Kevin De Bruyne stanno rendendo al di sotto delle loro possibilità, e in loro non si è vista quella cattiveria agonistica che altri interpreti mostrano con continuità. La conclusione del suo intervento è che la rosa sia forte e che le colpe non vadano addossate tutte al tecnico, ma che serva un esame di coscienza collettivo da parte del gruppo.

La difesa del portiere e la linea dello spogliatoio

Sulla stessa lunghezza d’onda si è collocato Alex Meret, che al termine della gara ha parlato ai microfoni di DAZN senza nascondere la delusione ma respingendo l’idea di un gruppo allo sbando. «Ci manca continuità», ha ammesso il portiere, sottolineando come dopo la buona prestazione con il Frosinone siano arrivate due sconfitte consecutive, prima in Champions League contro il Villarreal e poi in campionato.

La lettura tecnica della partita offerta da Meret insiste su un dato: nel primo tempo il Napoli non avrebbe concesso praticamente nulla, salvo poi essere punito da una disattenzione in una ripresa in cui, a suo dire, i rischi corsi sono stati minimi.

Il portiere ha poi toccato il tema della fiducia interna, rivendicando la solidità del gruppo e la necessità di seguire le indicazioni del tecnico. «Il gruppo è forte e unito, questo non è in dubbio», ha dichiarato Meret, spiegando che la squadra ha già attraversato momenti complicati in passato e ne è uscita restando compatta. La sua posizione, espressa pubblicamente mentre sui social una parte della tifoseria invoca l’esonero, rappresenta la conferma di come lo spogliatoio abbia scelto di serrare i ranghi attorno all’allenatore livornese.

I numeri di un avvio da record negativo

Il quadro che emerge dalle prime giornate stagionali è oggettivamente pesante. Con il passo falso del Penzo, il Napoli ha collezionato cinque sconfitte nelle prime nove partite ufficiali tra campionato e coppe, a fronte di tre vittorie e un pareggio. Per ritrovare un avvio altrettanto deficitario nella storia del club bisogna risalire alla stagione 2001/02, quando la squadra militava in Serie B e, dopo nove gare, aveva racimolato due vittorie, due pareggi e cinque ko.

Sul piano del gioco, i limiti evidenziati dalla partita contro i lagunari riguardano soprattutto la fase offensiva. Il Napoli non è riuscito a segnare contro quella che fino a quel momento era la peggior difesa del campionato, rimanendo bloccato sullo 0-1 anche dopo l’ingresso dei titolari dalla panchina. A questo si aggiunge l’episodio del rigore fallito da De Bruyne, neutralizzato da un Stankovic autore di una prestazione decisiva con almeno tre interventi di rilievo.

La classifica resta comunque a dieci punti in sette giornate di Serie A, un bottino che tiene il Napoli in una posizione non drammatica ma che non cancella le difficoltà di un progetto tecnico ancora in cerca di equilibri.

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