Napoli, Giaccherini e Meret difendono Allegri dopo il ko di Venezia
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Redazione Sport
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La sconfitta per 1-0 rimediata al Penzo contro il Venezia, ultimo in classifica e fino a quel pomeriggio fermo a quota zero punti, ha spinto il Napoli in una zona di classifica delicata e riacceso le discussioni sulla panchina di Massimiliano Allegri. A nove punti in sette giornate di campionato e con zero punti in Champions League dopo i ko con Arsenal e Villarreal, il tecnico toscano si trova a gestire la prima vera burrasca della sua avventura azzurra, iniziata con un contratto triennale da circa 4,5 milioni di euro netti a stagione.
Le colpe e le responsabilità secondo Giaccherini
A raffreddare gli animi ci ha pensato Emanuele Giaccherini, ex giocatore azzurro oggi opinionista per Dazn. Il suo punto di vista sposta l’attenzione dal banco degli imputati alla costruzione della rosa: «Credo che Allegri sia stato preso per costruire una squadra diversa da quella vista con Conte, io non penso che sia a rischio ma è logico che vatte delle valutazioni».
L’analisi dell’ex centrocampista prosegue sul rendimento individuale, indicando due nomi in particolare: «Ci sono alcuni giocatori come Hojlund o De Bruyne che stanno giocando al di sotto del loro livello, in loro non ho visto quella cattiveria che per esempio ha Castro della Roma». La conclusione di Giaccherini è netta: «La rosa è forte, le colpe non sono tutte di Allegri; devono farsi un po’ tutti un esame di coscienza».
La difesa dello spogliatoio affidata a Meret
Dalla sala stampa del Penzo arriva anche la voce di Alex Meret, uno dei senatori del gruppo. Il portiere non nasconde la delusione ma respinge l’idea di un ambiente allo sbando: «Sicuramente ci sta mancando continuità. Abbiamo fatto una grande partita contro il Frosinone, poi sono arrivate queste due sconfitte». Sulla prestazione contro i lagunari, Meret sottolinea come la squadra abbia pagato soprattutto un episodio: «Nel primo tempo non abbiamo concesso veramente niente, siamo stati sempre attenti e concentrati. Nel secondo tempo purtroppo c’è stato un mezzo errore che ci ha punito, ma a parte una loro ripartenza non abbiamo rischiato quasi niente». Il messaggio finale è un endorsement esplicito verso l’allenatore: «Dobbiamo seguire il mister, fare quello che ci chiede e credere in noi stessi e nei nostri compagni per venirne fuori il prima possibile».
I numeri di una crisi che parte da lontano
Il ko del Penzo non è un episodio isolato, ma l’ultimo tassello di un avvio di stagione complicato. La squadra di Allegri ha raccolto dieci punti in sette giornate, con tre sconfitte, a cui si aggiungono i due passi falsi europei contro Arsenal e Villarreal. Il gol di Akor Adams al 49’ ha deciso una partita in cui il Napoli ha creato molto senza concretizzare, fallendo anche un calcio di rigore con Kevin De Bruyne, ipnotizzato da Filip Stankovic.
La particolarità della sconfitta risiede nell’avversario: il Venezia, fino a quel momento la peggior difesa del campionato, ha trovato proprio contro gli azzurri la prima vittoria e i primi punti della sua stagione.
Il nodo del mercato e le assenze
Dietro le difficoltà di risultati, il quotidiano sportivo milanese mette in fila una serie di concause che vanno oltre la guida tecnica. Il Napoli ha chiuso l’estate senza acquisti di peso, complice l’investimento già effettuato per i riscatti di Hojlund, Lucca e Alisson, operazioni costate complessivamente 90 milioni di euro. L’attaccante danese, in particolare, non segna da un mese e mezzo, mentre l’inserimento dei nuovi arrivati è stato rallentato da una condizione fisica precaria e da un calendario fitto.
La società, secondo quanto filtra, avrebbe confermato piena fiducia ad Allegri, convinta che l’esperienza del tecnico possa invertire la rotta. Nel frattempo, sui social network una parte della tifoseria continua a chiedere l’esonero, alimentando un dibattito che accompagnerà la vigilia della prossima sfida di Champions League.
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