Accoltellata a Catania, l’ex marito fermato mentre la vittima lotta tra la vita e la morte

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Non c’è stato nemmeno il tempo per un istintivo, inutile tentativo di mediazione. In via Villa Glori, a Catania, una donna di 51 anni è stata raggiunta da una scarica di fendenti sferrati con una violenza tale da far pensare, almeno nei primi concitati istanti successivi all’aggressione, a un tentativo di eliminazione fisica. La vittima, colpita più volte all’addome e alla schiena, ha provato a trascinarsi via, lasciando una scia di sangue sotto lo sguardo attonito dei passanti; qualcuno di loro, come emerso in seguito, avrebbe udito le sue grida di aiuto senza potersi frapporre tra lei e l’aggressore, che poi è fuggito a piedi dopo aver abbandonato lì, sul selciato, l’arma del delitto: un comune coltello da cucina. L’uomo, giunto sul posto in sella a uno scooter, si è dileguato rapidamente, ma non abbastanza da non essere identificato e poi fermato dai carabinieri.

La corsa in ospedale e la degenza in terapia intensiva

Trasportata d’urgenza al centro cuore di Pedara, la 51enne è stata sottoposta a un intervento lungo e delicato, dal quale i medici sono riusciti a farla uscire viva grazie al fatto che i 12 fendenti – una circostanza, questa, che rasenta il miracolo – non hanno perforato organi vitali. Si trova ancora ricoverata nel reparto di terapia intensiva, dove i sanitari hanno potuto constatare un miglioramento costante: è vigile, respira da sola e ha già potuto incontrare i familiari. Nessun dettaglio ulteriore è stato diffuso sulle sue condizioni psicologiche, mentre gli inquirenti, che hanno raccolto la sua testimonianza, stanno mettendo a punto gli ultimi tasselli dell’indagine a carico dell’ex marito, Giovanni Platania, il nome emerso dalle verifiche degli investigatori.

La dinamica dell’aggressione e la fuga dell’ex compagno

Quel che si ricostruisce, ora, è una sequenza di atti brutali e spietati: l’aggressore l’ha aspettata in strada, l’ha raggiunta e l’ha colpita senza darle scampo. La donna, ferita in più parti del, ha cercato riparo all’interno di un negozio della zona – un tentativo disperato che le ha forse salvato la vita, costringendo l’assalitore a interrompere l’azione e a darsi alla fuga. L’arma bianca, rinvenuta e sequestrata, è al vaglio della polizia scientifica, così come lo scooter utilizzato per avvicinarsi al luogo dell’aggressione. L’ex marito, nel frattempo, ha reso una confessione parziale: «Abbiamo litigato e l’ho colpita», avrebbe dichiarato, senza però offrire un movente chiaro o dettagli ulteriori sull’alterco che avrebbe preceduto l’aggressione.

Il lavoro silenzioso dei carabinieri tra accertamenti e reperti

I militari dell’Arma, che continuano a raccogliere elementi e testimonianze, stanno cercando di ricostruire ogni istante precedente e successivo all’accoltellamento. Nessuna informazione è stata fornita su eventuali precedenti denunce o episodi di violenza domestica, né sui rapporti tra i due dopo la separazione. Quel che appare chiaro, sulla base dei primi riscontri, è la premeditazione: l’uomo si è presentato armato e a bordo di un mezzo che gli avrebbe consentito una rapida fuga. L’indagine, ora, è concentrata sul perfezionamento degli ultimi accertamenti tecnici, mentre la procura valuterà le contestazioni definitive. La vittima, intanto, resta in ospedale, aggrappata a quella miglioramento che i medici descrivono come lento ma costante.

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