Giro d’Italia a Pila, Cairo segue la corsa: “Lo spettacolo sono i tifosi”
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Redazione Sport
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Il Giro d’Italia a Pila ha richiamato anche Urbano Cairo, che dopo aver seguito la tappa Alessandria-Verbania dalla macchina del direttore di corsa Stefano Allocchio ha deciso di non perdere nemmeno il finale della prima frazione alpina in Valle d’Aosta. Il presidente e amministratore delegato di Rcs MediaGroup ha raccontato di aver cambiato idea più volte sulla presenza ad Aosta-Pila, fino alla decisione definitiva: “Non potevo mancare”. Un coinvolgimento crescente che proseguirà anche nella 15ª tappa, con la presenza annunciata sia alla partenza di Voghera sia all’arrivo di Milano, prima del ritorno a Torino per il derby della Mole.
Cairo ha descritto il Giro come un’esperienza diversa rispetto al calcio, pur riconoscendo in entrambi ambienti emozioni molto forti. Da una parte il legame personale con il Torino negli stadi, dall’altra l’atmosfera collettiva che accompagna la corsa rosa lungo le strade italiane. Nel suo racconto emerge soprattutto il rapporto tra pubblico e gara, con migliaia di persone presenti sui percorsi di montagna e nei centri attraversati dal gruppo. “Lo spettacolo sono i tifosi”, è il concetto che accompagna le sue parole, insieme all’attenzione verso l’aspetto agonistico di una corsa che considera ancora aperta.
Vingegaard e Pellizzari al centro della corsa rosa
Parlando della situazione sportiva del Giro d’Italia, Cairo ha indicato Jonas Vingegaard come il corridore più forte della corsa, sottolineando però che la competizione non è ancora chiusa. Secondo il presidente di Rcs MediaGroup, il danese “ha una marcia in più”, ma il recupero di posizioni di Giulio Pellizzari dimostra come la gara possa ancora offrire sviluppi importanti. Cairo ha anche evidenziato il valore di corridori capaci di animare le tappe più dure, soprattutto nelle giornate alpine dove il Giro entra nella fase decisiva.
Il tema della superiorità di Vingegaard è stato affrontato anche da Claudio Chiappucci, che ha richiamato il paragone con Miguel Indurain. L’ex corridore italiano conosce bene l’arrivo di Pila: nel 1987 partecipò al Giro da gregario di Stephen Roche, mentre nel 1992 affrontò quella salita indossando la maglia dei gran premi della montagna, con Indurain in maglia rosa davanti a tutti. Secondo Chiappucci, Vingegaard sta interpretando questa edizione del Giro in maniera simile a quella del campione spagnolo, pur senza la stessa sensazione di dominio assoluto che oggi viene spesso attribuita a Tadej Pogacar.
La salita di Pila e il pubblico lungo il percorso
La giornata di Aosta-Pila ha mostrato anche il volto più popolare del Giro d’Italia, con tifosi e appassionati impegnati sin dall’alba per raggiungere il traguardo in quota. Tra biciclette, zaini e lunghi tratti affrontati a piedi, la salita verso Pila è diventata parte dello spettacolo tanto quanto la corsa stessa. Nel racconto della tappa emerge la fatica di chi prova a raggiungere il traguardo pedalando, tra sudore, soste improvvise e ripartenze dettate più dall’orgoglio che dalle energie residue.
Proprio questo clima ha colpito Cairo durante la sua presenza sulle strade del Giro. La partecipazione del pubblico, i tifosi assiepati lungo le montagne valdostane e l’atmosfera costruita attorno all’arrivo alpino hanno rafforzato l’immagine della corsa come grande evento itinerante capace di coinvolgere territori e persone molto diverse tra loro. Pila, già scenario di passaggi storici del Giro, è tornata così al centro della corsa rosa con una giornata che ha unito agonismo, memoria e partecipazione popolare.




