Mediolanum scommette sui giovani (ma a modo suo, tra formazione e consulenza umana)

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Mentre il mondo della finanza digitale sembra aver scelto la strada della semplificazione estrema – quella delle cosiddette neobank, dove tutto scorre veloce su uno schermo e la liquidità si gestisce con un tap – Banca Mediolanum, da sempre legata al modello della consulenza personale, prova a tracciare un solco diverso. L’ha fatto presentando a Torino, durante la convention “Be Different” all’Inalpi Arena, una strategia che punta dritta sui giovanissimi, senza però rinunciare all’elemento che considera il suo vero valore aggiunto: l’educazione al risparmio. Perché, come ha spiegato il direttore generale Igor Garzesi nella conferenza stampa di apertura della due giorni, il problema non è tanto attirare i Millennial o la Generazione Z con un’app ben fatta, quanto insegnare loro il senso del denaro, la sua gestione consapevole, la differenza tra accumulo e investimento. Un approccio, quello della banca fondata da Ennio Doris, che rifiuta la logica puramente transattiva per abbracciare una visione più strutturata, quasi paternalistica, del rapporto con le nuove leve.

Ventidue trilioni di dollari in movimento: l’eredità che cambia il mercato

A dare una base concreta a questa scelta non è solo una questione di filosofia aziendale, ma una gigantesca mappa di flussi patrimoniali che nei prossimi dieci anni interesserà le famiglie tra Millennial e Generazione X. Stefano Volpato, direttore commerciale di Banca Mediolanum, ha citato nel corso del suo intervento il cosiddetto “scenario McKinsey”: trasferimenti per 22 trilioni di dollari. Una cifra talmente grande da risultare quasi astratta, eppure destinata a ridisegnare il profilo della clientela bancaria. I prossimi interlocutori, ha chiarito Volpato, saranno in larga parte giovani eredi e donne; entrambi, ha aggiunto, porteranno con sé criteri di giudizio e modalità operative completamente diversi da quelle dei genitori o dei nonni. Non solo maggiore attenzione alla tecnologia, ma anche una diversa sensibilità verso temi come l’impatto sociale degli investimenti, la trasparenza e la flessibilità. Mediolanum, in questo senso, non vuole inseguire il modello delle piattaforme low-cost, ma intercettare quel passaggio generazionale con uno strumento ibrido: da un lato l’intelligenza artificiale e gli strumenti digitali, dall’altro la persistenza di una figura umana – il Family Banker – chiamata a fare da traduttrice tra le esigenze dei nuovi risparmiatori e la complessità dei mercati.

Oltre seimila persone alla convention: un’occasione per riposizionarsi

L’arena di Torino ha visto riuniti oltre seimila partecipanti, tra Family Banker, dipendenti, partner e ospiti istituzionali. Il titolo scelto per l’evento, “Be Different”, non è uno slogan a effetto, ma una dichiarazione di intenti: in un mercato dove molte banche stanno correndo verso la desertificazione delle filiali e la standardizzazione dell’offerta, Mediolanum rilancia sulla relazione diretta. «Oggi Banca Mediolanum è il punto di riferimento per quasi 2 milioni di persone», ha ricordato Volpato dal palco, sottolineando come il mutamento in corso rappresenti non una minaccia, ma un’occasione per riposizionarsi. Un’occasione che passa per la capacità di ascoltare un pubblico giovane, spesso diffidente verso gli istituti tradizionali, ma al tempo stesso bisognoso di riferimenti chiari in una materia – la finanza personale – che nelle scuole italiane continua a essere largamente ignorata. Da qui la scommessa su un modello che non rinnega la tecnologia, ma la subordina a un progetto educativo di più lungo respiro.

Un conto per i ragazzini (dai 12 ai 17 anni): la risposta di Mediolanum a Revolut

L’annuncio più concreto, quello che più di altri segna la distanza dalle neobank, riguarda la fascia d’età compresa tra i 12 e i 17 anni. Dopo una prima fase in cui l’offerta si limitava a soluzioni prepagate, la banca ha deciso di ampliare il proprio raggio d’azione proponendo un conto completo per adolescenti e giovani maggiorenni. «Uno strumento di educazione al risparmio», ha ribadito Garzesi, che ha voluto sottolineare la differenza sostanziale rispetto a quanto offrono oggi operatori come Revolut: lì si impara a spendere e a fare trading con pochi tap, qui si punta a comprendere il valore di quello che si accumula e a costruire una consapevolezza che vada oltre la semplice gestione della liquidità. Non si tratta di un dettaglio, perché proprio nell’approccio ai più giovani si gioca una partita decisiva per la fidelizzazione futura. Mediolanum scommette che un ragazzo abituato a confrontarsi con un consulente – per quanto mediato da piattaforme digitali – difficilmente tornerà indietro verso soluzioni puramente automatizzate. E, nel farlo, rovescia l’assioma dominante: non è la semplicità d’uso a educare, ma la guida umana che spiega il perché delle scelte.

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