Volpato e il passaggio di consegne da 22 trilioni: i nuovi interlocutori sono giovani eredi e donne

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Ci sono cifre che, per quanto astratte, finiscono con il ridisegnare interi equilibri economici. E quella da 22 trilioni di dollari – 22mila miliardi, per usare una scala più familiare al lettore italiano – è destinata a spostare montagne di capitale da una generazione all’altra. A ricordarlo, durante la convention annuale di Banca Mediolanum tenutasi all’Inalpi Arena di Torino, è stato Stefano Volpato, direttore commerciale dell’istituto. Il manager ha richiamato quello che definisce lo “scenario McKinsey”: un passaggio generazionale senza precedenti che, nel prossimo decennio, vedrà le famiglie dei Millennial e della generazione X ereditare patrimoni colossali. Non si tratta, avverte Volpato, di un semplice trasferimento di ricchezza, quanto piuttosto di un mutamento radicale della geografia del potere finanziario.

L’identikit dei nuovi protagonisti

Questi flussi – pari a una cifra che supera il prodotto interno lordo di molte nazioni messe insieme – finiranno nelle mani di due categorie precise, secondo l’analisi proposta in quella sede. Da un lato ci saranno i giovani eredi, spesso poco inclini a ripetere i modelli di investimento dei padri; dall’altro, le donne, chiamate a gestire quote sempre più rilevanti di ricchezza familiare. Volpato lo ha detto senza giri di parole: i criteri con cui costoro si approcceranno al risparmio e agli investimenti saranno “completamente diversi” da quelli del passato. Né potrebbe essere altrimenti, se si considera che si tratta di soggetti cresciuti in un’era segnata da crisi finanziarie, transizione digitale e una sensibilità nuova verso i temi della sostenibilità e della trasparenza.

Il mantra di Doris: essere “Be different”

La convention torinese – che si svolge proprio sotto il titolo “Be different” – ha offerto il palcoscenico anche all’amministratore delegato Massimo Doris. Il quale, nel corso della conferenza stampa di presentazione, ha voluto ribadire una visione pragmatica del futuro del risparmio gestito. In un mercato dove molti operatori, a suo dire, si sono eccessivamente specializzati in nicchie separate, la capacità di distinguersi diventa un fattore chiave per identificare l’azienda e, in ultima analisi, per sopravvivere. Doris ha poi affrontato il tema dell’intelligenza artificiale con la consueta franchezza: l’IA, ha spiegato, “è arrivata ed è qua per restare”. E ha aggiunto, in una sorta di avvertimento indiretto rivolto ai concorrenti meno reattivi, che chiunque decida di ignorarne l’applicazione si troverà, in pochi anni, “fuori dal mercato”.

Risiko bancario e gli scenari competitivi

Non sono mancati, a margine dell’incontro con i giornalisti, riferimenti al cosiddetto risiko bancario. Domande, quelle dei cronisti, che incalzavano sulla possibilità che operazioni di aggregazione tra grandi istituti potessero danneggiare un attore snello e indipendente come Mediolanum. La risposta di Doris è stata netta: il risiko “non ha conseguenze negative” per la banca, anzi può “avvantaggiarci nel breve”. Il manager ha rivendicato la solidità della propria trincea competitiva, affermando che “abbiamo le spalle abbastanza larghe per poter affrontare dei competitor ancora più grandi”. Nessuna ansia da gigantismo, quindi, ma la consapevolezza che un sistema bancario in rapida concentrazione può paradossalmente aprire spazi per chi, come Mediolanum, sceglie la strada della differenziazione. E mentre gli eredi e le donne si preparano a diventare gli interlocutori principali del prossimo decennio, l’asticella della concorrenza si alza: non basterà più offrire rendimenti, ma bisognerà parlare un linguaggio nuovo, fatto di agilità tecnologica e di capacità di ascolto di bisogni inediti.

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