Trump rilancia il capitalismo di Stato: il governo entra in Intel con 8,9 miliardi

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Redazione Economia Redazione Economia   -   L’amministrazione Trump consolida la sua ingerenza diretta nell’economia nazionale attraverso una serie di interventi senza precedenti, che stanno ridisegnando i confini tra pubblico e privato. L’ultima mossa, annunciata venerdì 22 agosto, vede il governo federale acquisire una partecipazione del 10% in Intel per un valore di 8,9 miliardi di dollari. L’operazione, definita dal presidente «un grande affare per l’America», sarà finanziata attingendo ai fondi non ancora erogati del Chips and Science Act del 2022, una legge varata sotto la precedente amministrazione Biden.

Intel, che ha attraversato un periodo di difficoltà tecniche e finanziarie perdendo terreno nella corsa ai chip per l’intelligenza artificiale a vantaggio di rivali come Nvidia e Advanced Micro Devices, riceve così un sostanzioso soccorso. Lo stesso Trump aveva in precedenza criticato pubblicamente il chief executive officer del colosso dei semiconduttori per i suoi legami con la Cina, evidenziando come la strategia industriale sia ormai indissolubilmente legata a calcoli di natura geopolitica.

Questa non è, del resto, una misura isolata ma l’ultimo tassello di un disegno più ampio e articolato. Già nelle scorse settimane, il governo a stelle e strisce ha acquisito una quota del 15% in Mp Materials, importante attore nell’estrazione di terre rare, e ha esercitato pressioni per ottenere una fetta dei ricavi generati da Nvidia e AMD dalle loro vendite in Cina. A tutto ciò si aggiunge la volontà di istituire una golden share per influenzare le decisioni strategiche di Us Steel nella sua fusione con Nippon Steel.

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