Sciopero dei magistrati, il video dell'Anm contro le fake news e la riforma delle carriere
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Redazione Interno
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Domani, 27 febbraio 2025, i magistrati del Tribunale e della Procura della Repubblica di Siena aderiranno allo sciopero nazionale indetto dall’Associazione Nazionale Magistrati (Anm), un’iniziativa che ha già acceso il dibattito pubblico sulle riforme costituzionali in corso. Al centro della protesta c’è il disegno di legge approvato dalla Camera lo scorso 16 gennaio, che modifica diversi articoli della Costituzione, introducendo la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri. Una riforma che, secondo le toghe, rischia di compromettere l’indipendenza della magistratura e, di conseguenza, la qualità stessa della giustizia italiana.
Proprio per spiegare le ragioni dello sciopero, l’Anm ha diffuso un video di quattro minuti e mezzo, in cui un attore, in tono diretto e colloquiale, smonta quelle che definisce “fake news” diffuse dalla destra sulla riforma. Il messaggio è chiaro: la separazione delle carriere non è una questione tecnica riservata agli addetti ai lavori, ma un tema che riguarda tutti i cittadini, chiamati a riflettere su come la giustizia potrebbe cambiare, e non necessariamente in meglio.
Il video, che ha già fatto il giro dei social, punta a sfatare alcuni luoghi comuni, come l’idea che la riforma possa rendere più efficiente il sistema giudiziario. Al contrario, secondo l’Anm, la separazione delle carriere rischierebbe di creare ulteriori divisioni e di indebolire il ruolo dei pm, già sotto pressione per le critiche legate a presunti errori giudiziari. Errori che, come sottolinea un magistrato in una tabella inviata a un collega, ricadono economicamente sullo Stato, e quindi sui contribuenti, senza che vi sia un reale meccanismo di responsabilità individuale.
Tra i dati riportati, spiccano gli importi liquidati per casi di ingiusta detenzione tra il 2018 e il 2024, suddivisi per distretto giudiziario. Numeri che, se da un lato testimoniano l’esistenza di errori, dall’altro sollevano interrogativi su come la riforma possa incidere su un sistema già fragile.
Non tutti i magistrati, tuttavia, vedono lo sciopero come una scelta scontata. Gaetano Bono, sostituto procuratore generale di Caltanissetta, ha dichiarato all’Adnkronos di aderire alla protesta con un certo disagio, definendola un “male necessario”. “Mi farà piacere farlo? Per niente”, ha ammesso, aggiungendo che molti colleghi condividono il suo stato d’animo. Una posizione che riflette le divisioni interne alla magistratura, divisa tra la difesa dell’indipendenza e la consapevolezza delle criticità del sistema attuale.
Intanto, a Siena, l’adesione allo sciopero è stata confermata senza esitazioni. I magistrati locali, come molti altri in tutta Italia, hanno scelto di astenersi dal lavoro per ribadire il loro dissenso verso una riforma che, a loro avviso, rischia di stravolgere i principi fondamentali della Costituzione. Un gesto simbolico, ma carico di significato, in un momento in cui il futuro della giustizia italiana sembra più incerto che mai.




