La caduta dal terzo piano a Selargius e quelle tracce di sangue che hanno trasformato un lutto in un giallo giudiziario

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il Corpo senza vita di Florea Florina, sessantaseienne di origini romene, è stato trovato nel cortile interno di una palazzina di via Logudoro a Selargius, nella zona di Is Corrias, e ciò che inizialmente appariva come un tragico incidente domestico – o, in alternativa, un estremo gesto volontario – si è progressivamente trasformato in un’indagine per omicidio. A lanciare l’allarme, quella sera, è stato lo stesso uomo con cui la donna condivideva l’appartamento al terzo piano: Mariano Pinna, ottantasette anni, che l’aveva ospitata in qualità di badante e che ora si trova formalmente iscritto nel registro degli indagati, assistito dall’avvocato Carlo Monaldi. La finestra dalla quale la donna sarebbe precipitata – stando a una prima ricostruzione dei luoghi – è caratterizzata da un’apertura particolarmente bassa, un dettaglio architettonico che ha subito alimentato i dubbi degli inquirenti sulla reale dinamica dell’accaduto.

Macchie di sangue e urla nel silenzio della periferia

Il quadro indiziario, quello che ha spinto la procura a non archiviare la morte come semplice fatalità, si è delineato con chiarezza durante i primi sopralluoghi: gli specialisti del Ris di Cagliari hanno infatti rinvenuto diverse tracce ematiche all’interno dell’abitazione, segni inequivocabili che suggeriscono come la violenza possa aver preceduto la caduta. A questi rilievi scientifici si aggiungono le testimonianze dei residenti della palazzina, i quali hanno riferito di aver udito urla provenire dall’appartamento circa un’ora prima del ritrovamento del; alcune di queste persone hanno anche parlato di una conversazione telefonica concitata, che la vittima avrebbe avuto in lingua romena, forse l’ultimo atto di una giornata segnata dalla tensione. Mentre il sostituto procuratore Rita Cariello coordina le indagini, i carabinieri del nucleo investigativo stanno cercando di dare un senso a questi frammenti, sovrapponendo i rilevi del Ris alla versione fornita dall’anziano indagato, il quale ha ripetuto più volte: «Si è buttata. Tormenti, una vita difficile».

L’autopsia e il lavoro certosino dei Ris per chiarire la dinamica

L’appartamento di via Logudoro è stato posto sotto sequestro e gli accertamenti tecnici si sono concentrati su due fronti paralleli: da un lato, l’analisi delle tracce di sangue distribuite nei vari ambienti, per stabilire se queste siano riconducibili a una caduta accidentale o piuttosto a una colluttazione; dall’altro, la ricostruzione fisica della caduta stessa, con particolare attenzione alla posizione in cui è stato rinvenuto il – riverso tra le auto parcheggiate nel cortile – e alla conformazione della finestra, che un uomo solo difficilmente potrebbe rendere letale senza l’uso di una forza considerevole. La salma è stata trasferita all’Istituto di medicina legale dell’ospedale Brotzu, dove il medico legale Roberto Demontis, su incarico della procura, ha eseguito l’autopsia per chiarire le cause del decesso e, soprattutto, per verificare l’esistenza di eventuali lesioni precedenti all’impatto con il suolo. Mariano Pinna, che ha già subito una perquisizione personale, resta in libertà e si trova ospite da un familiare in attesa che gli esiti degli esami scientifici confermino o meno l’ipotesi accusatoria.

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