Cade dal terzo piano e muore la badante a Selargius, tra quelle mura tracce di sangue e un anziano sotto inchiesta

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Redazione Interno Redazione Interno   -   È stato un volo di circa dieci metri, l’ultimo, quello che martedì sera ha strappato la vita a Florea Florina, sessantaseienne di origini romene, nel cortile interno di una palazzina di via Logudoro a Selargius, alle porte di Cagliari. La donna, che da qualche mese lavorava come badante e viveva a titolo gratuito nell’appartamento al terzo piano, è stata trovata priva di sensi – e poi dichiarata morta dai sanitari del 118 intervenuti – in un’area di parcheggio retrostante lo stabile. A lanciare l’allarme, poco dopo le venti, è stato lo stesso proprietario di quell’alloggio, Mariano Pinna, un pensionato di ottantasette anni che adesso si trova ufficialmente iscritto nel registro degli indagati con l’accusa di omicidio. Una misura, quella adottata dalla pm Rita Cariello, che rappresenta per lo più un atto dovuto per garantire la piena operatività degli accertamenti tecnici, ma che trasforma un incidente domestico – o un ipotetico gesto volontario – in una scena del crimine da vagliare con il massimo del rigore.

L’intervento del Ris e quei punti oscuri nell’appartamento

Ciò che ha spinto gli inquirenti a non archiviare frettolosamente la vicenda come una tragica fatalità è un insieme di dettagli, emersi proprio nel corso dei primi sopralluoghi, che hanno reso necessario un approfondimento quasi immediato. I carabinieri del Nucleo investigativo provinciale, coadiuvati dagli specialisti del Ris di Cagliari, sono tornati nell’abitazione di via Logudoro per effettuare rilievi più accurati, cristallizzando le tracce di sangue – queste sarebbero state rinvenute in più punti all’interno delle stanze – e analizzando la conformazione della finestra dalla quale la donna sarebbe precipitata. Un dettaglio non secondario riguarda proprio l’infisso: la sua altezza rispetto al pavimento sarebbe particolarmente ridotta, una caratteristica che potrebbe aver favorito una caduta accidentale, ma che non esclude affatto la necessità di verificare la dinamica esatta dell’impatto e la posizione del sull’asfalto. L’anziano, assistito dall’avvocato Carlo Monaldi, è stato ascoltato a lungo in caserma e poi rilasciato, mentre i militari hanno sottoposto a sequestro l’appartamento e prelevato i suoi indumenti per sottoporli a verifiche.

Le urla sentite dai vicini e la telefonata animata

Un’ora prima che il senza vita venisse scoperto, alcuni residenti della palazzina avrebbero raccontato di aver udito distintamente delle urla provenire dall’alloggio del terzo piano, quasi il preludio di una lite violenta. A queste, sempre secondo le testimonianze raccolte dagli inquirenti tra i condomini, sarebbe seguita la voce della vittima intenta a parlare al telefono in lingua romena, un filo di conversazione dal tono particolarmente acceso che ha catturato l’attenzione di chi si trovava nei piani inferiori. Poi, il silenzio rotto solo dal tonfo sordo della caduta nel cortile interno. La presenza di tracce ematiche in casa, la finestra bassa e quelle testimonianze – che collocano un potenziale litigio subito prima del decesso – rappresentano adesso i tre pilastri sui quali i carabinieri stanno costruendo la ricostruzione degli ultimi istanti di vita della sessantaseienne.

L’autopsia come chiave di volta e il a disposizione della medicina legale

La salma di Florea Florina è stata trasferita all’istituto di medicina legale dell’ospedale Brotzu, dove il medico legale Roberto Demontis, incaricato dalla procura, eseguirà l’autopsia per fugare ogni residuo dubbio sulla causa del decesso. Sarà l’esame autoptico, nei prossimi giorni, a stabilire con certezza se la donna abbia riportato lesioni compatibili con una caduta accidentale o se, al contrario, emergano segni di un’aggressione precedente al volo. In attesa dei risultati, l’ipotesi dell’omicidio – sebbene l’ottantasettenne sia fisicamente descritto come esile e claudicante, un aspetto che per alcuni renderebbe complessa l’idea di una spinta – resta comunque al centro delle indagini, affiancata dalle altre due piste mai abbandonate: il suicidio e l’incidente domestico. I rilievi dei Ris, che hanno setacciato anche la parte esterna del palazzo con l’ausilio di un mezzo dei vigili del fuoco, e l’analisi delle tracce biologiche forniranno gli elementi necessari per stabilire se si sia trattato di una tragica fatalità o di un femminicidio.

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