Torino, l'infortunio di Simeone costringe Baroni a reinventare l'attacco
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Redazione Sport
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La striscia positiva del Torino, che si reggeva su sei risultati utili consecutivi, viene bruscamente interrotta da un infortunio che priva la squadra del suo faro offensivo. Giovanni Simeone, autore di prestazioni decisive e di reti preziose, ha riportato durante un allenamento una lesione distrattiva miofasciale al retto femorale della coscia sinistra, un episodio che costringe l'allenatore Marco Baroni a un ripensamento tattico immediato. L'assenza dell'argentino, la cui importanza negli schemi di gioco è difficilmente sovrastimabile, si prospetta dunque come una vera e propria tegola per un gruppo che, proprio grazie ai suoi gol, aveva saputo voltare pagina dopo un avvio di campionato non proprio esaltante.
Il contesto degli infortuni in Serie A
Quello dei granata, per quanto particolarmente doloroso, non è un caso isolato in questo inizio di torneo, il quale si sta distinguendo per un'incidenza statisticamente rilevante di problemi muscolari tra le squadre di massima serie. Secondo le classifiche diffuse in occasione dell'undicesima giornata, club come Napoli e Atalanta guidano questa pur poco invidiabile speciale graduatoria, con un numero di giocatori infortunati che si attesta rispettivamente a undici e dieci unità. A questi, però, si affiancano diverse altre compagini, alcune delle quali non impegnate nelle coppe europee, che devono fare i conti con un numero significativo di assenze: tra di esse, oltre al Torino con i suoi sei giocatori fuori causa, si registrano il Genoa, la Lazio e il Milan, che ne contano otto ciascuno.
Le conseguenze immediate per la squadra
Il danno per il Torino è, nel concreto, duplice: alla menomazione tecnica e realizzativa si somma infatti l'urgenza del calendario. I referti medici hanno infatti stabilito che per "Cholito" Simeone sarà impossibile scendere in campo almeno nelle due prossime sfide, contro il Como e il Lecce, lasciando un vuoto nell'area di rigore che Baroni dovrà necessariamente colmare con soluzioni alternative. La società, dal canto suo, ha già programmato una nuova valutazione clinica per i primi di dicembre, attendendo con ansia l'esito di quei controlli che potrebbero delineare con maggiore precisione i tempi di recupero del giocatore.
La ricerca di soluzioni interne
Senza la possibilità di attingere al mercato, l'allenatore granata è pertanto obbligato a guardarsi dentro, studiando con la sua squadra le possibili varianti per non perdere il ritmo acquisito in queste settimane. La sfida principale consisterà nel trovare una formula offensiva in grado di sopperire alla prolungata assenza del miglior marcatore, il cui apporto non è quantificabile soltanto in gol ma anche in dinamiche di gioco, movimenti senza palla e capacità di trattenere il pallone. Alcuni di essi, che già in passato hanno dimostrato di poter ricoprire quel ruolo, sono chiamati a farsi avanti in un momento delicatissimo per le ambizioni della squadra, la cui continuità di rendimento dipenderà in larga misura dalla capacità di adattamento mostrata dall'intero collettivo.




