A Bagnoli parte lo smantellamento del pontile centrale, Manfredi: "Giorno storico"
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Redazione Interno
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Il rombo delle prime macchine operatrici ha segnato, stamane, una svolta tangibile per il futuro dell'area occidentale di Napoli, laddove per decenni ha gravato l'eredità dell'archeologia industriale. Con l'avvio delle operazioni di demolizione del pontile centrale dell'ex stabilimento Italsider, infatti, si è materializzato un passo concreto nel tortuoso percorso di riqualificazione di Bagnoli, un processo che, come sottolineato dal sindaco Gaetano Manfredi, attende la città da oltre trent'anni. Il primo cittadino, che ricopre anche il ruolo di commissario per la bonifica e la riconversione di quel sito, ha definito l'evento "un momento storico", evidenziando come si cominci finalmente a restituire uno spazio pubblico ai napoletani, un traguardo a lungo rimasto confinato nelle planimetrie e nelle discussioni. La scena, osservata da Manfredi in prima persona, è quella di un cantiere in piena attività, dove una decina di gru e circa duecento operai sono stati mobilitati per un intervento che, nelle intenzioni della direzione lavori, dovrà concludersi entro la prossima estate, dando così un nuovo volto a quel tratto di costa.
Il cambio di rotta sui pontili nord e sud
Mentre le strutture del pontile centrale vengono smantellate, una parte di quel passato industriale è invece destinata a rimanere, a testimonianza di una progettualità che ha saputo adattarsi e rivedere le proprie scelte. Il sindaco ha infatti chiarito che, a differenza di quanto originariamente previsto nei piani, il pontile nord e il pontile sud non saranno demoliti, preservando così elementi architettonici che potranno essere integrati nel nuovo assetto dell'area. Questa decisione, che modifica il disegno iniziale, introduce un elemento di continuità con la storia del luogo, evitando una cancellazione totale della memoria fisica dello stabilimento e aprendo a possibili riusi di quelle strutture, le quali, seppur non più funzionali alla produzione siderurgica, potranno acquisire un diverso significato nel contesto di una rigenerazione urbana ormai avviata.
La complessità del cantiere nel SIN
L'operazione si svolge all'interno del perimetro del Sito di Interesse Nazionale Bagnoli-Coroglio, una classificazione che sottolinea la necessità di interventi non solo edilizi ma anche ambientali, in un'area che richiede particolari cautele e attenzioni tecniche. La presenza del sindaco-commissario, nel monitorare l'avanzamento, ribadisce la centralità politica e amministrativa di quest'opera, considerata fondamentale per lo sviluppo dell'intera città. La mole di uomini e mezzi impiegati, del resto, denota l'impegno a rispettare una tabella di marcia serrata, la cui prossima scadenza è fissata per giugno, quando il cantiere dovrà aver completato questa prima fase demolitoria, creando le condizioni per i successivi step di bonifica e costruzione.
Un percorso lungo decenni
L'attesa trentennale citata da Manfredi non è una semplice espressione retorica, ma il riflesso di una vicenda urbanistica complessa, costellata di false partenze, revisioni progettuali e lunghe fasi di stallo. L'inizio delle demolizioni a mare rappresenta, pertanto, più di un mero atto tecnico; esso costituisce un segnale di discontinuità con un passato di incertezze, dimostrando che il percorso, per quanto ancora lungo, ha imboccato una via irreversibile. La restituzione di uno spazio pubblico, obiettivo finale dichiarato, passa necessariamente attraverso queste operazioni preliminari di "rimozione", le quali, sebbene distruttive nella forma, sono in realtà costruttive nella sostanza, poiché liberano il terreno per la nascita di una nuova porzione di città, finalmente accessibile a tutti.
A Napoli partono le demolizioni a mare a Bagnoli con l'abbattimento del pontile centrale ex Italsider. Il sindaco Manfredi parla di "giorno storico" per la restituzione alla città di un'area attesa da 30 anni.




