Rally, quattro vittime in tre incidenti: la strage del weekend
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
Una domenica di sangue nel mondo dei rally italiani, con un bilancio complessivo di quattro vittime in tre incidenti distinti verificatisi nel giro di poche ore. La scia di lutti ha colpito dal nord al sud della Penisola, coinvolgendo sia spettatori che addetti ai lavori in quello che è stato uno dei fine settimana più tragici della storia recente del motorsport su strada nazionale.
Le autorità hanno aperto inchieste in tutti i casi, mentre le manifestazioni sono state prontamente sospese o annullate dopo gli incidenti, nel tentativo di far luce sulle dinamiche e sulle eventuali responsabilità.
La strage di Monte Erice: due giovani spettatori investiti
La tragedia più grave, per il numero di vittime e per la giovane età dei deceduti, si è consumata in Sicilia, sul tracciato della 68ª edizione della celebre Cronoscalata Monte Erice, organizzata dall'Automobile Club Trapani e valida per prestigiosi campionati come il Campionato Italiano Velocità Montagna (CIVM) e il Campionato Italiano Velocità Salita Auto Storiche (CIVSA).
L'incidente è avvenuto in corrispondenza della postazione numero 9, quando la Peugeot 308 Tcr numero 54, guidata dal pilota Marco Nicoletti, è uscita improvvisamente di strada durante una curva, finendo contro un muretto e travolgendo le persone che si trovavano a bordo strada. L'impatto ha strappato la vita a due giovanissimi spettatori, Giuseppe Bisconti di 18 anni e Karol Greco di 20 anni, entrambi residenti a Belmonte Mezzagno, nel Palermitano, che erano lì per assistere alla gara insieme ad altri appassionati.
Un commissario di gara, Mario Marchetti, è rimasto gravemente ferito nell'incidente ed è stato trasportato d'urgenza all'ospedale Sant'Antonio Abate di Trapani, dove è stato ricoverato in terapia intensiva. Secondo alcune indiscrezioni, l'uscita di pista del veicolo, che stava gareggiando con il numero 54, potrebbe essere stata causata da un improvviso guasto meccanico, sebbene le indagini della Polizia Stradale, incaricate di ricostruire con precisione la dinamica, siano ancora in corso.
La competizione è stata immediatamente sospesa e sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 e le forze dell'ordine per i primi rilievi. In segno di lutto per la tragica scomparsa dei due giovani, il sindaco di Belmonte Mezzagno ha dichiarato il lutto cittadino, sospendendo inoltre tutte le manifestazioni in programma nel paese.
Il dramma in Liguria e Lombardia: altre due vite spezzate
Quasi in concomitanza con l'incidente siciliano, un'altra grave tragedia si è verificata in Liguria, dove si stava svolgendo la seconda giornata del decimo Rally della Val d'Aveto. Nel corso della prima prova speciale della giornata, denominata "Due Valli", nei pressi della località di Mileto, nel comune di Rezzoaglio, una Škoda Fabia è uscita di strada in una curva ed è andata a schiantarsi violentemente contro un albero.
L'impatto è stato fatale per il copilota di 43 anni, Stefano Sappracone, un navigatore sanremese molto stimato nell'ambiente, che è morto sul colpo. Il pilota della vettura, il genovese Stefano Scapellato, è rimasto invece lievemente ferito. I carabinieri della compagnia di Sestri Levante hanno aperto un'inchiesta per chiarire la dinamica dell'incidente, mentre la direzione gara ha disposto l'immediata sospensione e il definitivo annullamento della manifestazione.
La scia di lutti del weekend era iniziata il giorno precedente, sabato 5 settembre, al Rally delle Mille Miglia, in Valsabbia, nel Bresciano. Durante la sesta prova speciale, la vettura numero 42, una Škoda Fabia pilotata da Alessandro Zorzi, è uscita di strada nella fase finale del tracciato, travolgendo uno spettatore, Francesco De Pasquale, un torinese di 63 anni che si trovava sul posto insieme alla moglie.
Per l'uomo, che stava scattando una fotografia in prossimità di una curva, non c'è stato nulla da fare: l'impatto è stato mortale. La direzione di gara ha esposto la bandiera rossa e ha deciso di interrompere definitivamente la competizione, mentre la Procura ha aperto un fascicolo per ricostruire l'esatta dinamica dell'investimento, anche per accertare se il punto in cui si trovava lo spettatore fosse o meno consentito al pubblico.
Il mondo dei rally sotto shock: le reazioni e le indagini
Il drammatico bilancio di quattro morti in un solo fine settimana ha gettato nello sconforto l'intero ambiente del motorsport italiano, che si trova ancora una volta a fare i conti con la fragilità della sicurezza in gare che prevedono percorsi aperti al pubblico. Le istituzioni locali hanno espresso il loro cordoglio per le vittime, mentre gli organizzatori delle tre manifestazioni coinvolte hanno prontamente annullato le gare in segno di rispetto per i deceduti.
In tutti e tre gli incidenti, le Procure competenti per territorio hanno aperto delle inchieste per accertare le cause e le eventuali responsabilità. Gli inquirenti stanno esaminando le condizioni dei tracciati, la segnaletica e le misure di sicurezza adottate per gli spettatori, oltre a verificare la dinamica degli impatti.
La ricostruzione dell'incidente di Monte Erice si sta concentrando in particolare sul guasto meccanico che avrebbe potuto causare l'uscita di strada della Peugeot 308, mentre per il caso del Rally della Val d'Aveto e della Mille Miglia l'attenzione è focalizzata sulle traiettorie delle vetture e sulla posizione dei commissari e degli spettatori al momento dei fatti.
I magistrati hanno acquisito i verbali delle forze dell'ordine che hanno effettuato i rilievi, nell'attesa di ricostruire con precisione la sequenza degli eventi per accertare se siano state violate le norme di sicurezza e se vi siano profili di colpa da attribuire agli organizzatori o ai piloti.
Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.
