Doppia tragedia nelle gare automobilistiche: inchieste per i rally di Val d'Aveto e Monte Erice

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Un fine settimana di competizioni automobilistiche segnato dalla tragedia si è chiuso con due lutti e l'apertura di altrettante inchieste giudiziarie. Nel Genovesato la pm Valentina Terrile ha disposto l'autopsia sul corpo di Stefano Sappracone, il copilota di 43 anni deceduto durante la prova speciale 'Due Valli' del Rally della Val D'Aveto.

In Sicilia, invece, si contano due vittime e un ferito grave alla 68ª Cronoscalata Monte Erice, dove il test tossicologico sul pilota ha dato esito negativo, mentre gli inquirenti setacciano i rottami della Peugeot 308 TCR per ricostruire la dinamica del volo fatale. Due episodi che, per quanto distinti, condividono il medesimo scenario giudiziario: gare su strade chiuse al traffico, dove il codice della strada lascia spazio al principio del rischio sportivo consentito.

Rally Val d'Aveto: omicidio colposo e l'incognita dell'autopsia

Stefano Sappracone, navigatore di 43 anni conosciuto nell'ambiente come "Fina", era a bordo di una Skoda Fabia quando la vettura è uscita di strada nei pressi di Mileto, nell'entroterra genovese. L'impatto, avvenuto intorno alle 11 di domenica 6 settembre, non ha lasciato scampo al copilota, deceduto sul colpo nonostante i soccorsi, giunti in pochi minuti, si siano rivelati inutili. Il pilota, Stefano Scappellato, 30 anni di Busalla, è rimasto solo lievemente contuso ma in stato di choc.

La procura di Genova, con l'incarico della pm Valentina Terrile, ha aperto un fascicolo per omicidio colposo, distinto dall'omicidio stradale che non trova applicazione in queste competizioni. Il motivo risiede nella natura stessa dell'evento: su un tracciato chiuso come quello della 'Due Valli', non valgono i limiti di velocità né le dotazioni obbligatorie previste per la circolazione ordinaria.

L'autopsia, che verrà disposta nelle prossime ore, rappresenta il primo tassello per comprendere le cause del decesso, ma l'inchiesta non si fermerà al corpo della vittima. I carabinieri di Sestri Levante, che stanno conducendo le indagini, hanno già posto sotto sequestro la Skoda Fabia per procedere con un accertamento tecnico sulla dinamica. Si dovrà stabilire se la perdita di controllo sia imputabile a un errore del pilota, a un guasto meccanico o a eventuali criticità nell'organizzazione della gara.

In questo contesto, la responsabilità del conducente viene valutata solo in caso di violazione abnorme del regolamento o di mancato rispetto delle regole di comune prudenza sportiva, andando oltre il cosiddetto "rischio consentito" che è insito in queste gare. In astratto, come si legge nelle prime ricostruzioni, potrebbero esserci profili di colpa anche a carico degli organizzatori, qualora emergano negligenze nell'allestimento della competizione.

Cronoscalata Monte Erice: test negativo ma la vettura resta al centro dell'inchiesta

La scena della tragedia si sposta in Sicilia, dove la 68ª Cronoscalata Monte Erice è stata teatro di un incidente dalle proporzioni drammatiche. La Peugeot 308 TCR condotta da Marco Nicoletti è uscita di strada in un punto del tracciato che collega Valderice a Erice, travolgendo due giovani spettatori di Belmonte Mezzagno, Giuseppe Bisconti e Karol Greco, deceduti sul colpo, e il commissario di gara Mario Marchese, rimasto gravemente ferito e ricoverato in terapia intensiva.

La procura di Trapani ha aperto un'inchiesta e ha iscritto il pilota nel registro degli indagati per omicidio stradale, un atto formale e dovuto per consentire l'esecuzione di accertamenti tecnici irripetibili e garantire al conducente il diritto di nominare i propri consulenti.

Il primo dato emerso dagli accertamenti è il risultato negativo del test tossicologico sul pilota Nicoletti, che esclude la presenza di sostanze alteranti al momento della gara. Questo risultato, per quanto importante, non fornisce una risposta all'interrogativo centrale: cosa ha fatto perdere il controllo alla vettura? Dagli elementi emersi finora, sull'asfalto non sarebbero stati rinvenuti segni di frenata prima dell'uscita di pista.

La dinamica ricostruita parla di un'auto che, prima di un tornante a sinistra, ha superato la barriera stradale e ha impattato contro una roccia sporgente, usandola come un trampolino. Da lì, la Peugeot ha compiuto un volo di circa sessanta metri, travolgendo le persone e terminando la sua corsa contro un'auto e uno scooter parcheggiati più in basso.

La mappa degli accertamenti e il nodo delle zone di sicurezza

Le indagini si concentrano ora su due fronti paralleli ma interconnessi. Da un lato, l'analisi tecnica della Peugeot 308 TCR, posta sotto sequestro, per verificare l'efficienza di componenti cruciali come l'impianto frenante, lo sterzo, le sospensioni e la trasmissione, e per escludere un eventuale guasto meccanico precedente allo schianto. Dall'altro lato, gli inquirenti stanno esaminando il posizionamento delle vittime, che si trovavano in un'area formalmente classificata come "zona di sicurezza" dall'organizzazione.

Il direttore di gara, Fabrizio Fondacci, ha riferito che l'impatto è avvenuto a circa venti metri dal margine della strada e a un'altezza di tre metri rispetto al piano viabile, una posizione che avrebbe dovuto garantire l'incolumità degli spettatori. La verifica dell'adeguatezza di queste misure di sicurezza e della corretta separazione tra il percorso di gara e le aree riservate al pubblico diventa un punto cruciale per stabilire eventuali responsabilità organizzative.

Sul fronte istituzionale, il dolore per la perdita dei due giovani ha portato alla proclamazione del lutto cittadino. Il sindaco di Valderice, Francesco Stabile, ha disposto che le bandiere sugli edifici comunali restino a mezz'asta fino al giorno delle esequie, mentre un gesto analogo è stato annunciato anche dal comune di Erice, il cui sindaco ha espresso cordoglio per le famiglie e vicinanza al commissario ferito.

In Liguria, invece, gli organizzatori del Rally della Val D'Aveto hanno ricordato come quella strada fosse utilizzata da oltre trent'anni senza precedenti incidenti mortali, sottolineando il clima di sgomento che ha colpito l'intero ambiente sportivo. In entrambi i casi, sono le auto sequestrate a custodire le risposte più attese: la Skoda Fabia e la Peugeot verranno scrutate da periti per determinare se la morte sia stata causata da un errore umano, da un cedimento meccanico o da una concatenazione di eventi che solo la scienza forense potrà chiarire.

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