Le borse europee divergono, Francoforte in rimonta sul settore auto dopo la mossa di Trump

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Mentre i listini del vecchio continente mostrano andamenti differenziati, la Borsa di Francoforte si impone come il polo di forza nella seduta, trainata da un vigoroso slancio delle case automobilistiche. Il comparto, che da mesi naviga in acque agitate tra transizione energetica e congiuntura incerta, ha infatti ricevuto un impulso inatteso dalle dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, il quale ha proposto un drastico alleggerimento degli standard federali sull’efficienza dei consumi di carburante. Una mossa, questa, percepita dagli operatori come un tentativo esplicito di agevolare la vendita di autovetture a benzina e di ridurre gli oneri normativi per i costruttori.

La valutazione degli analisti sul nuovo scenario normativo

"Riteniamo che la procedura per la modifica andrà a buon fine", ha commentato la società di analisi Equita, sottolineando come il nuovo indirizzo potrebbe generare un impatto positivo sui bilanci delle aziende del settore. Gli esperti evidenziano, in particolare, la possibilità di consistenti risparmi sui costi di ricerca e sviluppo, oltre alla riduzione del rischio di incorrere in pesanti penali per il mancato rispetto dei precedenti e più stringenti limiti. Ne potrebbe derivare, infine, un contenimento dei rincari al consumo finale, aspetto non marginale in una fase di tensioni inflazionistiche. Le società maggiormente esposte al mercato nordamericano, di conseguenza, hanno beneficiato di un deciso rialzo, trascinando con sé l’indice Dax che, nelle prime contrattazioni, ha segnato un incremento dello 0,7 percento portandosi a 23.860 punti.

La resistenza tecnica e il quadro delle altre piazze finanziarie

La spinta, tuttavia, si è scontrata con una resistenza tecnica già consolidata, che ha impedito al benchmark tedesco di riconquistare la soglia psicologica dei 24.000 punti, livello che non supera ormai da tre settimane. Anche il Dax future, dopo un tentativo di recupero che lo ha portato a lambire i 23.950 punti, ha mostrato i segni di una situazione di breve periodo ancora contrastata, la quale richiederebbe, secondo gli analisti tecnici, un’adeguata fase di riaccumulazione prima di poter intraprendere un trend rialzista solido. Un eventuale nuovo slancio, peraltro, troverebbe un primo e duro ostacolo nel range tra i 24.140 e i 24.160 punti.

Il contrappunto di Milano e i movimenti valutari

Scenario completamente diverso, invece, per Piazza Affari, che ha registrato un andamento piatto, penalizzato dalla debolezza del comparto bancario. La divergenza di performance tra i due principali indici continentali delinea un quadro europeo frammentato, dove le spinte settoriali legate a dinamiche geopolitiche e normative prevalgono su movimenti di ampio respiro. Sul fronte valutario, l’euro ha mostrato oscillazioni contenute nei confronti del dollaro statunitense, mentre l’oro, tradizionale bene rifugio, ha mantenuto una certa stabilità. Le Borse di Londra e Parigi, nel frattempo, hanno seguito traiettorie meno marcate rispetto a Francoforte, riflettendo un attento atteggiamento in attesa di ulteriori sviluppi.

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