Intelligenza artificiale in Italia, cresce l’adozione ma i guadagni non si vedono
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Redazione Economia
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Il paradosso dell’intelligenza artificiale in Italia emerge con chiarezza dall’analisi della Banca d’Italia contenuta nelle Questioni di Economia e Finanza 1009: sempre più imprese adottano questa tecnologia, ma i benefici economici attesi non risultano ancora visibili. Secondo l’Invind, l’Indagine sulle imprese industriali e dei servizi, la quota di aziende che utilizzano l’intelligenza artificiale è salita dal 27% del 2025 al 32% registrato all’inizio del 2026. La diffusione procede quindi a ritmo sostenuto, ma nello stesso arco temporale non si osservano effetti concreti per le imprese che hanno già introdotto questi strumenti nei propri processi.
Il paradosso evidenziato dalla Banca d’Italia
Lo studio richiama un fenomeno già osservato in passato durante altre grandi trasformazioni tecnologiche. La Banca d’Italia sottolinea infatti come la svolta tecnologica possa rappresentare una risposta alla stagnazione, ma allo stesso tempo evidenzia che i risultati non si manifestano ancora nelle statistiche della produttività. È un quadro che richiama da vicino una delle osservazioni più note dell’economia contemporanea: una tecnologia può essere presente in modo sempre più diffuso senza che i suoi effetti siano immediatamente rilevabili negli indicatori economici più importanti.
Il riferimento è al celebre “paradosso della produttività” formulato nel 1987 dal premio Nobel Robert Solow. In quel periodo il mondo stava vivendo la rivoluzione informatica, ma i vantaggi economici derivanti dall’introduzione dei computer non apparivano ancora nei dati sulla produttività. La frase attribuita a Solow, secondo cui “l’era dei computer si vede ovunque tranne che nelle statistiche della produttività”, è diventata nel tempo una delle definizioni più efficaci per descrivere il divario tra innovazione tecnologica e risultati economici misurabili.
L’intelligenza artificiale e il confronto con la rivoluzione informatica
Quasi quarant’anni dopo, la stessa osservazione viene richiamata per interpretare l’attuale fase dell’intelligenza artificiale. Le aziende italiane stanno aumentando gli investimenti e l’utilizzo di strumenti basati sull’AI, ma il passaggio dalla semplice adozione ai benefici concreti appare ancora incompleto. I dati raccolti mostrano una crescita significativa della presenza della tecnologia nelle imprese industriali e dei servizi, mentre gli effetti sui risultati economici e sulla produttività non emergono con la stessa velocità.
La fotografia scattata dalla Banca d’Italia descrive quindi una situazione caratterizzata da una diffusione crescente dell’intelligenza artificiale e da un ritorno economico che, almeno per il momento, non risulta evidente. Il tema assume particolare rilevanza per il sistema produttivo italiano perché riguarda la capacità delle imprese di trasformare l’innovazione tecnologica in miglioramenti concreti delle performance. L’analisi evidenzia così una fase di transizione nella quale la presenza dell’AI aumenta rapidamente, mentre i benefici attesi continuano a rappresentare un obiettivo ancora non pienamente raggiunto.




