Suicidi e sovraffollamento, il carcere italiano al collasso. Sit-in a Lecce dopo l’ultima tragedia

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   La notte, spesso complice silenziosa, ha avvolto ancora una volta un istituto di pena italiano. Mentre il compagno di cella riposava, un detenuto, originario della provincia di Bari, ha posto fine alla propria esistenza utilizzando un lenzuolo, in un gesto estremo che riporta una luce cruda sulle condizioni carcerarie, ormai da molti giudicate al limite della sopportazione umana. L’episodio, verificatosi nel penitenziario di Borgo San Nicola a Lecce, segue di sole settimane quello di un giovane di origine senegalese, accomunati entrambi dalla stessa, tragica, scelta. Una sequenza che, lungi dall’essere casuale, disegna un quadro di emergenza strutturale, come denunciato da chi, dentro quelle mura, opera ogni giorno. Sabato mattina, infatti, i volontari che prestano servizio nel carcere hanno organizzato un sit-in davanti ai cancelli, manifestando un disagio che non può più essere taciuto.

Le ispezioni e le voci dall'interno

Le parole dell’avvocato Davide Piccirillo, referente per Antigone in Puglia, risuonano come un'ammonizione severa dopo la recente ispezione nei reparti più delicati dell'istituto. “Condizioni drammatiche”, ha affermato senza mezzi termini, riferendosi in particolare al reparto precauzionale e all'infermeria, luoghi dove la sofferenza, se possibile, si condensa in forme ancora più acute. Una sofferenza che non è solo fisica, ma che logora lo spirito e annulla qualsiasi prospettiva di riscatto, come sottolineato con forza anche dal cardinale Matteo Zuppi, la cui lunga esperienza nelle carceri, compresa quella con i detenuti politici degli anni di piombo, gli conferisce un’autorità morale incontrastabile. “C’è troppa sofferenza nelle carceri”, ha dichiarato il porporato, evidenziando come il sistema, così com'è concepito, finisca per tradire il suo stesso scopo rieducativo, producendo anzi un tasso di recidiva elevatissimo tra chi non ha accesso a percorsi alternativi.

Un malessere che non conosce confini

La crisi, del resto, non è confinata al solo Sud Italia. A Cremona, la voce del cappellano del carcere si leva per descrivere una realtà parallela e ugualmente desolante, dove il sovraffollamento è la norma e gli operatori sono schiacciati da pratiche burocratiche che sottraggono tempo al contatto umano. La sua metafora è efficace e amara: “Non si può andare avanti a dare la tachipirina a chi ha il tumore”. Un'affermazione che colpisce al cuore del problema, denunciando l’incapacità strutturale del sistema di affrontare le nuove sfide, dalle dipendenze da sostanze psicotrope alla necessità di un reale accompagnamento post-carcerazione. Governi di ogni colore, osserva con amarezza il religioso, si sono succeduti senza che si concretizzasse una volontà politica trasversale per intervenire in modo risolutivo su quanto accade dietro le sbarre.

La giustizia che fallisce il suo compito

Il cardinale Zuppi, con la consueta schiettezza, ha posto l'accento su una deriva pericolosa: quella che trasforma la giustizia in una mera punizione, dimenticando la vittima e annullando il reo. “Si tratta di fare giustizia alla vittima non di giustiziare l’aggressore”, ha ricordato, sottolineando come un approccio puramente custodiale e punitivo si traduca in un doppio fallimento. Da un lato, infatti, non risana la ferita inferta alla società e alle persone offese; dall'altro, non restituisce alla collettività un individuo rielaborato e pronto al reinserimento, ma spesso una persona ancora più segnata e con maggiori probabilità di commettere nuovi reati. È il circolo vizioso di un sistema che, definito “disumano” dallo stesso porporato, necessita di un ripensamento radicale che parta dal riconoscimento della dignità di ogni persona, quale che sia il reato commesso.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.