Carcere italiano, il rapporto Antigone: "Senza respiro", tra sovraffollamento e suicidi record

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Le carceri italiane continuano a soffocare. Lo conferma l’ultimo rapporto dell’associazione Antigone, intitolato Senza respiro, che descrive un sistema penitenziario al limite, con un tasso di sovraffollamento superiore al 120% e un numero di suicidi che, nel 2024, ha raggiunto il picco storico di 91 casi. Un dramma che non accenna a placarsi, considerando che, dall’inizio del 2024 a maggio 2025, le persone morte per suicidio sono già 124.

Tra gli istituti più critici spiccano Napoli Poggioreale e Verona, entrambi con sei casi dallo scorso anno. "L’emergenza non dà segni di arresto, anzi peggiora", sottolinea Antigone, evidenziando come i penitenziari con più episodi di autolesionismo siano anche quelli in cui il sovraffollamento raggiunge livelli insostenibili. In almeno 30 strutture su 95 visitate, lo spazio per detenuto è inferiore ai tre metri quadri, una misura che viola ogni standard di dignità e sicurezza.

A crescere, in modo preoccupante, è anche il numero dei minori reclusi. Se alla fine del 2022 erano 381, oggi – al 30 aprile 2025 – sono diventati 611, di cui 27 ragazze, con un incremento del 54% in due anni. Un’esplosione che mette ulteriore pressione su strutture già al collasso, soprattutto nelle carceri minorili, dove le condizioni di vita sono spesso ancora più critiche.

Il dossier non si limita a denunciare i numeri, ma dipinge un quadro in cui la mancanza di spazi adeguati, l’assenza di programmi riabilitativi e il degrado strutturale contribuiscono a creare un ambiente opprimente. Una situazione che, come dimostrano i dati sui suicidi, si traduce in una condizione di disperazione diffusa tra i detenuti.

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