A Potenza il carcere tra i più affollati d’Italia: celle da tre metri quadri e agenti al limite

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Le carceri italiane continuano a soffocare sotto il peso di un sovraffollamento che, nonostante le denunce, non accenna a diminuire. Al 30 aprile 2025, secondo i dati più recenti, i detenuti nel Paese erano 62.445 — 164 in più rispetto al mese precedente —, un numero che, se rapportato alla capienza media degli istituti, equivale all’apertura di un nuovo carcere ogni due mesi. Tra questi, 2.703 sono donne (il 4,3% del totale) e 19.660 stranieri (31,6%), cifre che delineano un sistema al collasso, dove la dignità degli individui viene sacrificata alla mancanza di spazio e risorse.

In questo quadro drammatico, il carcere Santoro di Potenza si conferma come il sesto più affollato d’Italia, secondo il rapporto annuale di Antigone, l’associazione che da anni monitora le condizioni delle strutture penitenziarie. Ma il problema non è solo la mancanza di posti: a rendere insostenibile la situazione è la carenza cronica di personale. Gli agenti penitenziari, fermi a 30.964 unità, sono il 16% in meno rispetto ai 34.162 necessari, con un rapporto che oscilla tra 1,2 e 2,5 detenuti per ogni operatore, a seconda delle regioni. La Lombardia, il Lazio e l’Umbria — dove il divario è più marcato — testimoniano un sistema in cui la sicurezza e la gestione quotidiana sono sempre più compromesse.

A mancare, però, non sono solo gli agenti. I direttori degli istituti sono 96 in meno del necessario, mentre gli spazi vitali si riducono a dimensioni disumane: in almeno trenta carceri, le celle offrono meno di tre metri quadri a detenuto, una condizione che, come sottolinea Antigone nel dossier Senza respiro, trasforma la permanenza in una prova di sopravvivenza. Il carcere Nerio Fischione, per esempio, registra un tasso di sovraffollamento al 201%, con detenuti «senza respiro», costretti in spazi angusti che superano stabilmente ogni limite di capienza.

A peggiorare ulteriormente il quadro è l’aumento esponenziale dei minorenni in carcere, passati da 381 alla fine del 2022 a 611 ad aprile 2025, di cui 27 ragazze. Una crescita che, oltre a riflettere un’emergenza sociale, mette in luce l’inadeguatezza delle strutture minorili, spesso non attrezzate per gestire esigenze specifiche.

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