La Norvegia irrompe a Dobbiaco: Klaebo e Skistad firmano il primo atto del Tour de Ski
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Redazione Sport
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I color rossoblu, che da anni tingono il podismo mondiale, hanno trovato ancora una volta la loro massima espressione sulle piste di Dobbiaco, dove il Tour de Ski ha acceso i motori per la sua ventesima edizione. Una doppia affermazione, quella norvegese, che non lascia spazio a interpretazioni: Johannes Klaebo, nella sprint a tecnica libera maschile, e Kristine Skistad, in quella femminile, hanno infatti imposto la loro legge nella giornata inaugurale, stabilendo da subito una gerarchia che le altre nazionali dovranno provare a scalfire. La competizione, interamente ospitata dal territorio italiano, si è dunque aperta all'insegna di un dominio che, seppur atteso, si è manifestato con l'autorevolezza di chi considera questi appuntamenti parte di un patrimonio agonistico consolidato.
Il percorso azzurro nelle semifinali
Il bilancio per la squadra italiana, nel primo esame di una rassegna che prevede altre cinque fatiche tappe, registra alcune luci e diverse ombre, sebbene nessuno sia riuscito a minacciare seriamente il blocco scandinavo. Federica Cassol e Federico Pellegrino, i due atleti valdostani considerati tra i principali candidati a un piazzamento di rilievo, hanno centrato l'accesso alle semifinali ma si sono poi arenati a un passo dalla finale decisiva, chiudendo rispettivamente in decima e dodicesima posizione. Un risultato che, pur mantenendoli in una zona di classifica rispettabile, li allontana dalle prime file della generale in un momento della stagione dove ogni punto diventa prezioso. Meno fortunato è stato invece l'esito delle qualifiche per altri atleti in maglia azzurra, come Francesco De Fabiani e Nadine Laurent, che non sono riusciti a superare il turno iniziale, vedendo così sfumare l'occasione di accumulare secondi preziosi per la graduatoria complessiva.
Il calendario della manifestazione
Il circuito, dopo questa prima prova di velocità, non abbandonerà Dobbiaco se non dopo aver completato un trittico di gare che promette di testare le qualità degli atleti in condizioni e distanze differenti. Si proseguirà infatti, nel giro di pochi giorni, con la 10 chilometri a tecnica classica, per poi passare alla mass start in tecnica libera e concludere la tappa altoatesina con l'inseguimento in classica in programma per il primo giorno dell'anno. Solo a quel punto il trasferimento in Val di Fiemme porterà il gruppo verso l'epilogo, con la nuova sprint in tecnica classica e, soprattutto, con la temutissima scalata finale del Cermis, tradizionale giudice di pace di una competizione che assegna il suo verdetto solo dopo aver messo a dura prova la resistenza fisica e mentale dei partecipanti.
La rincorsa nella generale
Le classifiche di specialità, ovviamente, riflettono pienamente l'esito delle gare odierne, consegnando le maglie di leader proprio a Klaebo e a Skistad. Per gli italiani, il lavoro da compiere nei prossimi giorni sarà quello di recuperare terreno, tentando di approfittare delle prove a maggior contenuto aerobico per riconquistare posizioni. La strada, come dimostrato oggi, è tutta in salita, considerando la compattezza e la profondità del gruppo norvegese, capace di piazzare più atleti nelle posizioni di vertice. Il Tour, del resto, è una maratona di sforzi consecutivi, dove la costanza vale spesso quanto il singolo colpo di scena, e dove le gerarchie possono subire scossoni inattesi proprio nella fase più logorante della settimana bianca.




