Moody's mette Banca Ifis e illimity sotto osservazione per possibile downgrade
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Redazione Economia
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Moody's Ratings ha ufficialmente avviato una procedura di revisione che potrebbe portare a un declassamento dei rating di Banca Ifis e della controllata illimity Bank. L'agenzia di rating statunitense, come si legge nelle comunicazioni ufficiali che hanno fatto seguito all'ispezione della Banca d'Italia, ha posto sotto osservazione tutte le valutazioni degli due istituti bancari, un'azione che arriva a pochi giorni dall'annuncio di accantonamenti straordinari per perdite su crediti da parte del gruppo guidato dalla famiglia Fürstenberg.
L'ispezione di Bankitalia e gli accantonamenti straordinari
Il detonatore di questa decisione da parte dell'agenzia di rating è riconducibile all'ispezione di vigilanza condotta dalla Banca d'Italia, al termine della quale Banca Ifis ha dovuto contabilizzare accantonamenti aggiuntivi per 30 milioni di euro, una cifra che rappresenta circa lo 0,2% del totale degli impieghi. A questo importo, secondo quanto emerso e riportato dalla stampa specializzata, si aggiungono altri 40 milioni di rettifiche effettuate sulla controllata illimity Bank, che il gruppo prevede di incorporare entro la fine del 2026.
L'operazione di integrazione della banca, del resto, era già stata annunciata in precedenza e rientra in un più ampio piano di riorganizzazione societaria.
L'azione dell'agenzia di rating, insomma, non è una reazione a un singolo evento, bensì una valutazione complessiva che tiene conto degli effetti combinati delle richieste di vigilanza, della revisione al ribasso delle aspettative di recupero delle esposizioni creditizie cartolarizzate e del nuovo posizionamento strategico della banca. La decisione di Moody's, peraltro, arriva in un momento già complesso per l'istituto veneto, che aveva visto il titolo crollare in borsa a seguito del profit warning e della sostanziale riscrittura della strategia imposta dalla Vigilanza.
Le implicazioni per il rating e la strategia del gruppo
La revisione dei rating, secondo quanto si legge nelle analisi di settore, si concentrerà sull'impatto degli accantonamenti sui coefficienti patrimoniali e sulla redditività futura di Banca Ifis e di illimity, nonché sulla capacità del gruppo di continuare ad accedere ai mercati della raccolta all'ingrosso.
Non meno rilevanti, nella valutazione dell'agenzia, saranno l'analisi della tenuta della raccolta retail, la posizione di liquidità e i rischi di esecuzione legati al riposizionamento del modello di business verso un'attività maggiormente focalizzata sulla banca commerciale.
In precedenza, l'outlook sui rating di Banca Ifis e illimity era stabile, un elemento che rende ancora più significativa la decisione di Moody's di aprire una fase di verifica. Contestualmente, Banca Ifis ha avviato una procedura competitiva per la cessione dell'attività di gestione dei crediti deteriorati, che amministra un portafoglio di sofferenze con un valore contabile netto di circa 1,5 miliardi di euro attraverso Ifis Npl Servicing e Ifis Npl Investing.
La strategia del gruppo, guidato da Ernesto Fürstenberg Fassio come presidente e da Frederik Geertman come amministratore delegato, sembra quindi orientata verso un ridimensionamento dell'esposizione nel settore degli Npl, un comparto in cui Banca Ifis è stata tradizionalmente considerata un operatore di riferimento in Italia.
Le ricadute operative e le stime riviste
Le due operazioni, l'accantonamento straordinario e la possibile dismissione del business degli Npl, hanno già spinto il gruppo a rivedere le stime di utile netto per il 2026, ora attese tra i 100 e i 110 milioni di euro, un dato significativamente inferiore ai precedenti 170-190 milioni. In questo contesto, l'azione di Moody's rappresenta un ulteriore elemento di pressione per Banca Ifis, che si trova a dover gestire non solo le conseguenze operative dell'ispezione di Bankitalia, ma anche le reazioni del mercato e degli investitori.
Per quanto riguarda gli aspetti tecnici, gli accantonamenti per perdite su crediti – come previsto dalla normativa contabile – rappresentano una somma che viene accantonata per coprire spese future o perdite probabili, un meccanismo prudenziale che consente di rappresentare in modo veritiero la situazione economico-finanziaria dell'azienda.




