Imbrattata la sede di Futuro Nazionale a Firenze, la scritta “remigra nelle fogne”
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Redazione Interno
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La saracinesca della neonata sede fiorentina di Futuro Nazionale, inaugurata appena una settimana fa in piazza Tanucci al quartiere di Rifredi, si è svegliata ieri con una scritta che lascia poco spazio a interpretazioni ambigue: “Remigra nelle fogne”. Un’invettiva sintetica, realizzata con vernice nera, che colpisce direttamente il generale Roberto Vannacci, fondatore e guida del partito, senza però nominarlo esplicitamente. L’atto vandalico – perché di questo si tratta, a prescindere dalle valutazioni politiche che se ne possano dare – è avvenuto a distanza di pochi giorni dall’apertura ufficiale, avvenuta il 28 marzo tra le proteste di una parte degli abitanti della zona e la presenza di un presidio organizzato da Firenze antifascista.
La reazione dei vertici locali: “atto squadrista”
A intervenire sulla vicenda sono stati il segretario provinciale di Futuro Nazionale, Andrea Cuscito, e il segretario regionale, Tommaso Villa, i quali hanno subito inquadrato l’episodio in una chiave ben precisa, lontana da quella della semplice bravata notturna. “Non siamo di fronte a un gesto isolato o goliardico”, hanno dichiarato i due esponenti, “ma all’ennesimo atto intimidatorio di matrice politica, che richiama purtroppo metodi squadristi”. La loro denuncia, diffusa attraverso i canali del partito, sottolinea come l’azione sia avvenuta dopo un’intera settimana di tensioni latenti, alimentate già dal giorno dell’inaugurazione, quando alcuni residenti organizzarono un pranzo sociale in piazza mentre un altro gruppo, raccolto sotto la sigla Firenze antifascista, teneva un presidio di dissenso.
Un bersaglio non casuale e le polemiche pregresse
La sede di piazza Tanucci – va ricordato – rappresenta un simbolo particolare per il movimento di Vannacci, trattandosi della prima aperta ufficialmente in Italia. E proprio questa valenza simbolica, secondo i responsabili locali del partito, avrebbe attirato l’attenzione di chi ha deciso di agire nell’ombra. L’insulto “remigra”, del resto, non è una parola neutra: rimanda direttamente a una delle espressioni più controverse utilizzate dal generale nei suoi interventi pubblici, quella legata a un presunto “rimpatrio” forzato di alcune categorie di cittadini. Una scelta lessicale, quella degli autori del danneggiamento, che trasforma la saracinesca in una sorta di contro-manifesto, speculare e opposto a quello esposto dai militanti di Futuro Nazionale nei giorni precedenti.
Le indagini e il clima politico nel quartiere Rifredi
Al momento non risultano identificati i responsabili del danneggiamento, né sono trapelati elementi che possano ricondurre l’azione a un gruppo organizzato piuttosto che a singoli individui. La questura di Firenze, informata dell’accaduto, ha avviato i rilievi del caso – sebbene su una superficie come quella di una saracinesca imbrattata con vernice nera le tracce utili siano spesso labili. Quello che appare chiaro, agli osservatori della cronaca locale, è il clima di crescente frizione che avvolge la neonata sede: dopo le manifestazioni di protesta del giorno dell’apertura, e dopo gli scontri verbali tra residenti e sostenitori del partito, l’episodio della notte tra sabato e domenica ha alzato ulteriormente il livello di tensione. Nessuna rivendicazione, per ora, è stata depositata in luoghi pubblici o su canali online, e il silenzio degli autori lascia aperto il fronte investigativo su una pista politica senza però fornire elementi certi.




