Mercato auto febbraio 2025: ibride in ascesa, diesel sotto il 10%
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Redazione Economia
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Il mercato automobilistico italiano, già da tempo in difficoltà, conferma a febbraio 2025 un trend negativo che sembra ormai strutturale. Con un calo del 6,3% rispetto allo stesso mese del 2024, le immatricolazioni si attestano a 137.922 unità, quasi 9.300 in meno rispetto alle 147.170 dello scorso anno. Un dato che, seppur influenzato da un giorno lavorativo in meno rispetto al 2024, riflette una crisi profonda, accentuata dall’assenza di incentivi statali per l’anno in corso.
La flessione, che nel primo bimestre del 2025 raggiunge il -6,1% rispetto al 2024 e addirittura il -21,0% se confrontata con il 2019, colpisce quasi tutti i segmenti, ma con dinamiche diverse. Le auto a benzina, ad esempio, registrano un crollo del 20,7% in termini di volumi, con 36.552 unità immatricolate a fronte delle 46.111 di febbraio 2024. La loro quota di mercato scende così al 26,3%, segnando un ulteriore passo indietro per una tecnologia che fino a pochi anni fa dominava le vendite.
Il diesel, invece, continua il suo inesorabile declino, scendendo per la prima volta sotto la soglia psicologica del 10% delle immatricolazioni totali. Un tracollo che, se da un lato riflette le politiche sempre più restrittive sulle emissioni e la crescente diffidenza dei consumatori, dall’altro evidenzia come il carburante un tempo re del mercato sia ormai relegato a una nicchia.
A trainare le vendite, seppur in un contesto generale negativo, sono invece le auto ibride, che confermano una crescita inarrestabile. Grazie a una combinazione di efficienza e sostenibilità, queste vetture conquistano quote di mercato sempre più ampie, pur senza riuscire a compensare il calo degli altri segmenti. Le elettriche, invece, pur mostrando segnali di ripresa, faticano a decollare, complice anche la mancanza di una rete di ricarica sufficientemente sviluppata e di politiche incentivanti che ne favoriscano l’adozione.
Tra i modelli più venduti, la Fiat Panda si conferma al primo posto, mantenendo il titolo di auto più amata dagli italiani. Un successo che, tuttavia, non basta a risollevare le sorti del mercato, sempre più dipendente da fattori esterni come le politiche governative e l’evoluzione tecnologica.




