Roma, contatti serrati per Alajbegovic: il bosniaco vuole Gasperini e la Champions

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Non stupisce, in un calciomercato sempre più incline a scovare talenti prima che esplodano definitivamente sotto i riflettori dei grandi palcoscenici internazionali, che il nome di Kerim Alajbegovic continui a rimbalzare con insistenza dalle parti di Trigoria.

Il giovane esterno bosniaco, classe 2007, ha infatti manifestato una chiara preferenza per il progetto capitolino, un’inclinazione che affonda le radici nel fascino eterno della Roma – quella di Dzeko e Pjanic, due dei suoi illustri connazionali che ne hanno sposato la causa in passato – ma che trova il suo principale catalizzatore in una doppia attrazione irresistibile per un ragazzo della sua età: la possibilità di misurarsi nella prossima Champions League e la prospettiva di essere allenato da Gian Piero Gasperini.

L’asse con Pjanic e l’ok del tecnico

Proprio Miralem Pjanic, si legge dalle ultime ricostruzioni, starebbe svolgendo un ruolo decisivo in questa delicata fase di avvicinamento, fungendo da vero e proprio tramite d’eccezione per illustrare al giovane talento cosa significhi indossare quella maglia e vivere la pressione positiva di un ambiente tanto caldo quanto esigente.

Una volta ricevuta l’apertura totale del calciatore, che appare letteralmente "intrigato" dal progetto e dalla visione di Gasperini, la dirigenza giallorossa ha deciso di accelerare i tempi, formalizzando nuovi contatti con il Bayer Leverkusen, il club tedesco che detiene attualmente il suo cartellino dopo aver esercitato il diritto di riacquisto dal Salisburgo.

Il tecnico, dal canto suo, avrebbe già dato il benestare all’operazione, convincendosi delle potenzialità di un esterno offensivo capace di garantire dribbling e imprevedibilità in un reparto che, nella stagione appena conclusa, ha mostrato più di qualche difficoltà.

Il prezzo del gioiello e la concorrenza inglese

L’affare, ovviamente, non è privo di insidie economiche, a cominciare dalla valutazione espressa dal club tedesco per il suo gioiello: stando a quanto filtra dalle ultime indiscrezioni, il Leverkusen chiederebbe una cifra intorno ai 30 milioni di euro per lasciar partire il bosniaco, una somma che include probabilmente anche dei bonus legati alle prestazioni.

Una richiesta importante che, almeno in questa fase, la Roma sta valutando con attenzione, consapevole di dover fare i conti anche con la concorrenza agguerrita della Premier League; a tenere alta la tensione ci pensa il Sunderland, club nel quale ora opera l'ex dirigente giallorosso Ghisolfi, che sta cercando di inserirsi nella trattativa per portare il ragazzo in Inghilterra.

Nonostante le sirene straniere e il pressing dell'ex di turno, però, la volontà del giocatore sembra al momento un fattore decisivo a favore della Roma: Alajbegovic spinge per approdare in Italia, attratto dallo stile di gioco offensivo di Gasperini e dalla certezza di giocare la massima competizione europea.

Un profilo per il presente e il futuro

Il curriculum del giocatore, sebbene giovanissimo, inizia a farsi decisamente interessante per un club che guarda al futuro senza però voler rinunciare alla competitività immediata: nell’ultima stagione in prestito al Salisburgo ha infatti collezionato numeri importanti (13 gol e 4 assist in 40 presenze), convincendo il Bayer a ricorrere alla clausola di recompra per riportarlo alla base.

A impreziosire ulteriormente il suo profilo, poi, ci sono le recenti prestazioni con la maglia della Bosnia, una nazionale che proprio grazie al suo contributo – ricordiamo l’assist decisivo nei playoff contro il Galles e il rigore trasformato nella gara decisiva contro l’Italia – si è guadagnata un posto al prossimo Mondiale negli Stati Uniti.

Un evento, quello iridato, che rappresenta un’arma a doppio taglio per i club interessati: da un lato la possibilità di osservare il talento sul palcoscenico più importante del calcio mondiale, dall’altro il rischio concreto che una sua esplosione definitiva faccia lievitare ulteriormente un costo che, già adesso, non è certo popolare.

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